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Una tavola da Il Libro che ti fa diventare super mega felice

Quando ti parla Françoize Boucher sorride sempre. Anche gli occhi sorridono e da soli raccontano con grande trasparenza e generosità quello che lei pensa della vita. E che io condivido appieno, non potendo che ricambiare con un sorriso altrettanto aperto: perché per lei, mamma di quattro ragazzi, con un passato nel mondo della moda francese e uno spiccato senso d’ironia (e del colore), la vita va presa con leggerezza, ottimismo e molta onestà. Ed è proprio così che ha deciso di raccontare e disegnare la sua quotidianità, regalandoci risate (incontenibili), fumetti (irresistibili), colori fluo (che, lo confesso, hanno portato nel mio astuccio un numero spropositato di evidenziatori di ogni forma e colore) e tanti consigli che attraversano temi delicati come il rapporto genitori-figli, la diversità di genere, l’importanza di diventare buoni lettori e il segreto della felicità. Se volete farvi un’idea, provate a sfogliare Il libro che ti spiega proprio tutto sui genitori, Il libro che ti fa scoprire proprio tutto sui libri, Il libro che ti dice proprio tutto sui maschi e sulle femmine, e ultimo uscito in Italia, Il libro che ti fa diventare super mega felice (tutti Il Castoro)… sono sicura che non riuscirete a smettere di (sor)ridere e comincerete a usare un sacco di evidenziatori! Perché la vita, se si vuole, si può riempire di colori.

Françoize, come mai hai lasciato il mondo della moda per quello dei libri?
Perché è molto più divertente e meno stressante! E perché mi assomiglia di più.

I tuoi libri affrontano in modo molto ironico alcuni temi molto importanti e delicati, come la diversità di genere, il rapporto con i genitori, la ricerca della felicità: perché hai scelto di trattare proprio questi argomenti e perché attraverso il filo conduttore dell’ironia?
Perché è quello che succede nella mia vita! Non è affatto superficiale il modo in cui li tratto. La vita per me è un argomento molto serio per me: è corta e voglio che i bambini o capiscano in fretta senza che ciò faccia loro paura. Bisogna approfittarne al massimo e costruirsi una vita il più carina possibile e questo è molto serio! Ma non volendo incutere timore o ansia nei bambini, mescolo un pensiero molto serio alle risate, esponendolo in modo ironico.

E’ importante dire proprio tutto ai bambini?
Non tutto, tutto, tutto, ma dipende dall’età. Penso che i bambini possano sentire e capire molte cose. E che tutto stia nel modo in cui si dicono le cose. Secondo me è meglio dire troppo che non abbastanza, quando si rimane in un discorso di rispetto, anche per la forma, e non è necessario entrare nei dettagli che non interessano ai bambini e non li riguardano. Il problema è che i bambini cominciano a porsi molto presto delle domande riguardanti temi che gli adulti considerano non adatti a loro. Quindi la cosa importante è che gli adulti comincino a parlarne con loro nel momento giusto, prima che i bambini comincino a immaginarsi cose che sono assolutamente lontane dalla realtà.

Uno dei punti di forza dei tuoi libri è che si possono leggere insieme, genitori e figli, e che si passa dalla risata alla riflessione: era questo il tuo intento?
No affatto, è stata una sorpresa! Ho scritto il libro che mi andava di scrivere senza riflettere su altro. Poi il libro mi è sfuggito di mano, ha cominciato a viaggiare da solo e a creare delle storie che non avevo programmato. Come un bambino che vive la sua vita e fa degli incontri inattesi… è stata una vera sorpresa! E’ anche vero che i miei libri sono poi diventati uno spunto di riflessione e condivisione per genitori e figli, perché permettono di affrontare soggetti seri (a volte anche non serissimi, in realtà!) ridendo insieme.

Se dovessi scrivere un libro che ti dice tutto su come diventare grandi, quali sono i temi su cui punteresti?
La fiducia in sé stessi, ascoltarsi senza essere influenzati dai giudizi degli altri. Essere curiosi. Saper crescere creando delle relazioni umane armoniose intorno a sé. E, tantissimo l’ironia, che permette di prendere le distanze e non prendere troppo sul serio né sé stessi, né le circostanze, né gli altri.

Quanto è importante per un bambino saper ridere?
Moltissimo! I bambini sono bravissimi a ridere e se gli adulti non intervenissero loro continuerebbero a farlo senza sosta. Dovremmo veramente imparare il segreto della felicità da loro!

La tua esperienza di genitore ti ha aiutata nell’assumere il punto di vista dei bambini?
Sì, certamente… non mi sarebbe mai venuto in mente di scrivere dei libri come questi senza i miei figli!

Quando scrivi, parti prima dalla battuta o dal disegno?
Scrittura e disegno arrivano contemporaneamente!! Non sono una grafica, ma uso quaderni e matite, faccio una sorta di bricolage… e si sente che i miei libri sono fatti così. Non ho neanche una postazione fissa, posso scrivere in un caffè o in treno. E generalmente spargo schizzi, parole e disegni in tutta la casa!

Ne Il libro che ti spiega proprio tutto sui genitori, ad un certo punto confessi di essere affetta dalla malattia ‘chenoiaesseregrande’, è grave?
Credo che da adulti siano molto importanti recuperare la spontaneità, l’autenticità, la capacità di meravigliarsi e il fatto di non recitare un ruolo, tutte qualità che hanno i bambini e che gli adulti hanno perso. Senza l’amore, la magia e la meraviglia non si può essere leggeri nella vita. Sicuramente la vita da adulti è piena di impegni e responsabilità, è seria e per questo necessita di un contrappeso. Bisogna occuparsi di questo contrappeso, evitando di sprofondare nella pesantezza. La meraviglia e la leggerezza sono nella vita reale, bisogna solo scegliere gli occhiali giusti! La mia materia di studio è appunto la vita di tutti i giorni, dove succedono continuamente cose magiche e meravigliose, delle quali bisogna godere e approfittare.

Aprite bene gli occhi!

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