Attraversare le storie di Jimmy Liao è un viaggio nelle pieghe del tempo e del cuore, un percorso tra parole e immagini che ti tocca nel profondo, ti risuona dentro e sa muovere corde che non ti aspetti.

Parti dal colore saturo e da un’immagine piena di poesia e ti ritrovi a riflettere sulla vita e su quanto dentro le sue pagine ci siano anche le tue esperienze. Sfogliando gli ultimi due albi pubblicati in Italia, L’arcobaleno del tempo (Terre di Mezzo Editore) e Un bacio e addio (Camelozampa), la sensazione netta di ritrovarsi a tratti dentro la storia è fortissima e ti attraversa fino in fondo. Ho impiegato un po’ a capire che cosa mi tenesse così agganciata a certe immagini, apparentemente anche molto lontane dal mio vissuto, ma poi mi sono resa conto che si trattava del sentire profondissimo che la vita, volenti o nolenti, a tratti ci mette di fronte al dolore. E che questo dolore dobbiamo imparare a guardarlo da vicino, a capirlo e attraversarlo. Perché solo così possiamo poi vederne i colori. Così mi sono ritrovata seduta vicino alla bambina de L’arcobalendo del tempo, in una sala davanti a un grande schermo, e ne ho sentito la solitudine e il bisogno di ritrovarsi in una grande passione. Ho guardato dal finestrino di un lungo treno i paesaggi immaginari, i boschi d’autunno, le vallate in fiore, le nuvole e il mare, insieme al bimbo di Un bacio e addio. Ho sentito il suo vuoto e la sua paura, ma anche il coraggio, la speranza e l’orizzonte ormai vicino, segno di una nuova vita. E ho sperato (e ricordato) insieme ai due protagonisti di Incontri e discontri (Terre di Mezzo Editore) senza smettere di sorridere, anche di fronte alla malinconia.
Perché la vera magia quando si sfoglia un albo di Jimmy Liao è che noi, da lettori-spettatori diventiamo attori e ci godiamo il viaggio con un’intensità che a volte lascia senza fiato. Perché i suoi libri sono un vero e proprio inno all’immaginazione e al suo potere catartico, sono percorsi interiori che raccontano storie sincere, di vita ordinaria.

“Attraverso le storie degli altri

sperimentavo vite diverse,

a volte provavo invidia,

altre sospiravo”

L’arcobaleno del tempo

 

In questa chiacchierata fortunata, Jimmy Liao mi ha spiegato con grande generosità da dove arrivano le sue storie e come dolore e gioia si intreccino sempre per dare vita a una poesia disegnata. Ringrazio di cuore Silvia Torchio per l’aiuto nel realizzare l’intervista

 

Jimmy Liao, foto di Daniela Zedda

Nei tuoi libri si intrecciano sempre dolore e speranza in modo molto poetico…
In tutti i miei libri, come nella vità, c’è un equilibrio di cose: non può esistere dolore assoluto come felicità assoluta, ma si tratta piuttosto di un’alternanza di entrambi. Nel dolore, poi, si può sempre trovare una piccola gioia, per tornare ad essere felici. La speranza è un filo conduttore in entrambi i casi ed è per questo che nei miei libri c’è sempre un rincorrersi di questi sentimenti… i miei racconti vogliono rispecchiare la vita. Credo che questo dipenda molto anche dalla mia esperienza personale. Qualche anno fa, infatti, proprio nel momento di massima realizzazione lavorativa, quando mi sono licenziato per dedicarmi da freelance alla mia attività di autore e illustratore, ho scoperto di essere molto malato. Per me è stato un black out. I medici mi avevano prospettato pochi mesi di vita, ma poi sono riuscito a riprendermi bene e così anche in quel grande dolore ho riscoperto la gioia. La speranza è un filo conduttore perché anche nei momenti più bui ti aiuta ad andare avanti.
Allora, in quel momento così doloroso, non mi sarei mai aspettato di poter arrivare fino in Italia e incontrare colleghi e amici e vivere momenti così felici. Quindi, è davvero tutto un susseguirsi di incroci e di alternanze, ma l’importante è non perdere mai la speranza.

Come traduci questa idea nelle tue storie?
In tutti i miei libri cerco di tradurre questo senso di incoraggiamento a guardare sempre avanti… non importa che la storia parli di cinema o corra su un treno, ma la cosa fondamentale è che il lettore percepisca la speranza. Che sappia che si può sempre andare oltre il dolore, perché c’è della gioia anche lì.

Quali elementi della tradizione orientale possiamo ritrovare nei tuoi libri?
In realtà i riferimenti alla cultura asiatica sono pochi. Nei miei libri cerco di dare una visione neutrale. A volte disegno paesaggi tipicamente orientali, ma ne do solo pochi, piccoli accenni. Più che fare riferimento alle mie origini, vorrei far passare un messaggio e mi piace pensare che il lettore-spettatore nel momento in cui si approccia ai miei libri, possa sentirsi parte della storia. Di conseguenza ambientazioni e riferimenti culturali non sono così fondamentali.

Un bacio e addio

Ne L’arcobaleno del tempo e in Un bacio e addio, il dolore è un tema chiave. Però è sempre un dolore che fa crescere: c’è sempre un riscatto nelle esperienze drammatiche della vita?
Ogni cosa negativa che ci capita ci rende più forti e alla fine del percorso, voltandoci indietro, ci rendiamo conto di essere diventati un po’ più maturi. Questo processo si legge con particolare chiarezza ne L’arcobaleno del tempo, dove la protagonista viene abbandonata da ragazzina dalla madre, ma attraverso il cinema e alcuni ricordi forti, come la sciarpa o il profumo, riuscirà in qualche modo a ritrovarla: alla fine di questo suo percorso si ritroverà più adulta, non solo da un punto di vista anagrafico, ma anche da un punto di vista di maturità interiore. L’idea è appunto quella che da un grande dolore può conseguirne una crescita.

 

Un altro aspetto portante di queste due storie è la perdita. Come mai ha scelto un tema così forte e delicato?
Sto ancora cercando di capirlo anche io. Non so se sia da ricollegare o no, ma verosimilmente questa scelta può essere ricondotta alla mia infanzia, quando dalla grande città sono stato mandato a vivere in campagna con i nonni: per me questo è stato uno strappo, che allora avevo vissuto come una sorta di abbandono da mia madre.

Che cosa significa crescere?
Io probabilmente non sono ancora cresciuto, quindi non lo posso dire! Per molti aspetti mi sento ancora un ragazzino: quando vedo qualcuno che si commuove, mi commuovo anche io, oppure quando mi fanno i complimenti per le mie opere, ancora adesso mi imbarazzo…

Quanto di te c’è nei tuoi libri?
In ogni mio libro c’è un 100% di me: dalle illustrazioni alla storia, dalla testa al cuore, fino alla mano che disegna.

 

L’arcobaleno del tempo

Quando lavori a un nuovo progetto parti prima dall’immagine o dal testo?

In generale, parto sempre prima dall’immagine, poi arrivano le parole e gli abbinamenti con le illustrazioni. Nel caso de L’arcobaleno del tempo sono partito già da un’idea ben precisa: il cinema. Volevo fare un omaggio ai miei film preferiti e al mio amore per il grande schermo. Sono partito dalle tavole della ragazza nella sala del cinema e intorno ho costruito tutta la storia… mi sono chiesto perché andasse al cinema e pian piano la sala si è popolata. E proprio per rafforzare la mia idea inziale, in questo libro le illustrazioni hanno volutamente tutte un taglio molto cinematografico.

Il tuo film preferito?
Mi piace moltissimo Sorrentino e in particolare il film La giovinezza. Ho amato molto le scenografie e le musiche… mi hanno fatto venire voglia di fare un viaggio a Roma!

 

L’autore

Jimmy Liao è il più importante autore e illustratore di Taiwan. Con le sue opere è nato un nuovo modo di concepire l’albo illustrato, per formato, lunghezza e target: è la storia che decide dove andare, che determina lunghezza e stile dell’albo. È così amato che le sue illustrazioni spesso escono dalle pagine dei libri per arricchire il paesaggio urbano o diventare opere d’arte: dalla metropolitana di Taipei agli aerei della Taiwan Airlines, dalla collaborazione con Swatch fino alle installazioni rappresentanti i suoi personaggi. Alcune opere sono state trasposte in film e opere teatrali. In Italia ha pubblicato La voce dei colori e Abbracci con le Edizioni Gruppo Abele, Incontri e discontri e L’arcobaleno del tempo con Terre di Mezzo Editore, Un bacio e addio con Camelozampa.

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