“Ogni mattina, in riva al fiume, Rose cattura la nebbia con la sua rete. Si avvicina senza fare rumore e la acciuffa con un gesto deciso.
Torna a casa con il sacco pieno di nebbia, si sistema davanti all’arcolaio e comincia a filare”.

C’è qualcosa di magico in questo albo pieno di poesia, un filo invisibile che ti aggancia e ti porta dentro un ordito fatto di emozioni. E non è difficile ritrovarcisi e rivedere i propri drappi che coprono il dolore. O i fili di sole che spalancano la meraviglia.

La piccola tessitrice di nebbia, di Agnès de Lestrade e Valeria Docamp, Terre di Mezzo Editore

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