“Quando nel 1978 ho fondato la mia compagnia ho realizzato un sogno. I bambini sono il pubblico ideale perché il mio linguaggio non si basa solo sulle parole, ma su forme più espressive come la danza, la musica, la pittura, la scultura: un musicista in scena, io che dipingo o creo una scultura, un’attrice che danza… Nei miei lavori c’è un’immediatezza e un’imprevedibilità che a loro piace molto”.

Con le nuvole in mano, è un’immagine perfetta, piena di poesia e leggerezza. Con le nuvole in mano è anche il nome della bella retrospettiva che la Biblioteca Delfini di Modena dedica al lavoro tra arte, teatro e illustrazione di Dario Moretti, direttore artistico del Teatro all’Improvviso di Mantova. Una mostra che, in scena da domani fino al 20 aprile, e realizzata in collaborazione con Ert (Emilia Romagna Teatro) e Franco Cosimo Panini Editore ci porta in viaggio attraverso l’immaginario pieno di colore e magia delle sue storie. Un immaginario in cui ho avuto la fortuna di entrare spesso, come spettatrice prima di tutto, ma anche con lo sguardo di chi, una volta scoperto la magia del tenere le nuvole tra le mani, non può più farne a meno. E nelle poche righe qui sotto, che sono anche quelle che introducono la mostra (grazie Dario!), vi spiego perché.

Dario Moretti in uno scatto d Marco De Scalzi

Dario Moretti sa come dare corpo allo stupore e come trasformare un segno in emozione pura. I suoi spettacoli, come i suoi libri, accendono la meraviglia. Una meraviglia che ti coglie all’improvviso, cattura il tuo sguardo e ti porta dentro un universo fatto di musica, arte, colore, gesto, immagine. Un mondo che ti resta dentro, pensato per coinvolgere i bambini, ma così intenso da scuotere anche gli adulti, risvegliare i sensi e lo stupore. Commuovere.
E a portare in scena la poesia delle emozioni non sono solo parole e musica, ma anche le sue mani che si muovono e disegnano mondi sempre diversi e inaspettati, strumenti musicali insoliti (come il vibrafono, il flauto giapponese shakuhachi o lo shruti box indiano) le cui melodie ti accompagnano dritto dentro la storia, il gesto sinuoso di un corpo che danza. La sua creatività multiforme mi ha insegnato che una linea non è solo una linea, ma può diventare molto altro, proprio come capita nei suoi spettacoli. E nei libri che ne accompagnano la messa in scena con l’intento di prolungare la meraviglia: veri e propri oggetti d’arte in cui tutto, dal formato alla scelta della carta, diventa veicolo di creatività e di un’esperienza che va oltre la semplice lettura.
Ed ecco che una linea può spalancare un mondo: può essere la stella scherzosa di Felicità di una stella o la stella a sette punte di Settestella; può trasformarsi in una vera e propria casa, come ne La casa dei divieti; chiudere un cerchio e diventare il piccolo, grande mondo del bambino di Piccola ballata per Peu; regalare la magia di un bosco in autunno ne La natura dell’orso; disegnare le pieghe del vestito di una maestra che ha negli occhi l’incanto in Luna; dare vita a un bellissimo albero azzurro in Foresta Blu; accompagnarci in un viaggio un po’ magico, attraverso le nove città costruite sul carillon di Un giorno; tratteggiare le nuvole che corrono in cielo in Là in alto. Da un segno e un gesto apparentemente semplicissimi può scaturire la magia. E la magia, se sai accoglierla, può portarti lontano.

Pronti per tenere in mano le nuvole?

Dove e quando: Biblioteca Delfini, in corso Canalgrande 103, visitabile gratuitamente fino al 20 aprile (lunedì 14:30-20 – da martedì a sabato 9:30-20).
Per informazioni: tel. 059 2032940, oppure online

Condividi questo articolo: