Le cose belle nascono sempre da incontri fortunati, ne ho la certezza!

L’ho sperimentato spesso, ma oggi, quando finalmente ho avuto tra le mani il libretto con il programma della nuova edizione di Un Ponte di storie mi sono resa conto che tutto in questo festival nasce da un intreccio di passioni condivise. Di storie raccontate davanti a un caffè o durante un viaggio in treno. Di mattinate trascorse tra domande e fotografie. Di pagine fitte. Di risate.
Il programma di questa edizione è fatto sopprattutto di scambi generosi. E amici. Lo abbiamo costruito insieme e ora che è sbocciato possiamo finalmente sentirne il profumo.
Tra gli incontri fortunati di questi mesi c’è stato anche quello con Antonello Cassan, anima del progetto editoriale Liberodiscrivere, innamorato di Ponte e appassionato come noi di storie. Antonello è un fiume di storie e la sua casa, Il roseto del drago di Casa Cassan, è uno scrigno pronto a rivelarle. In questa bellissima dimora storica nel cuore del Paese si terranno molti degli eventi del Festival: tra le sue mura affrescate, le sue terrazze piene di rose e il giardino che in questa stagione è un tappeto di margherite, preparatevi a scambiare sogni con Daniele Catalli (che giovedì 11 inaugurerà il suo Dream Circus Project) e a osservare da vicino i soldatini di carta del suo La battaglia delle rane e dei topi (L’ippocampo Ragazzi). E poi, nasi pronti per un profumatissimo percorso con Gabriele Pino, che insieme a me guiderà i bambini in un viaggio letterario-olfattivo tra glicini, rose e margherite (nel laboratorio Storie di profumi e profumi di storie, sabato 13). Infine, guardate da vicino quali e quante storie possono raccontare i sassi, guidati dallo sguardo incantato di Mauro Bellei (sempre sabato 13). A completare il quadro ci saranno la musica di Blue Klein e la mostra di ceramiche Memorie, realizzate da Cecilia Mosso e Gabriele Pino.

Ringrazio Antonello Cassan per aver condiviso con noi la bellezza di luoghi così pieni di magia e anche questo bellissimo racconto che ne anticipa la poesia.

 

Le rose d’inverno

di Antonello Cassan

Vi racconto brevemente una storia bellissima, di cui sono venuto a conoscenza, per caso.
Conosco un giardino con tante rose, bellissime, di tutti i colori, tipo e provenienza.
Il proprietario ne vanta da sempre la straordinaria bellezza e non ne ha mai raccontato l’eccezionale particolarità. Solo le rose hanno sempre saputo ogni cosa. Tutte hanno sempre tenuto, individualmente, per sé, il segreto. Tutte hanno sempre rispettato e mantenuto così la straordinaria importanza di ciò che erano e di ciò che sapevano.
Nel giardino ci sono rose messe da pochi anni, rose antiche con almeno tre generazioni di vita, rose provenienti da altre storie e altri giardini.
Tutte in comune hanno l’amore di chi le ha accudite e coltivate per generazioni.
Ciascuna di loro ha portato in sé la personalità e i segreti di chi ha amato, riamata e ha regalato, di anno in anno, colore, profumo, bellezza a ogni visitatore.
Fin qui nulla di diverso da qualsiasi giardino o roseto.
La particolarità è questa: alcune delle rose, hanno un nome e un cognome, corrispondono a una persona reale e ne rispecchiano la personalità. Non ci crederete ma è così.
Chi ha la fortuna di poter accudire questo “giardino dell’anima”, ha capito esattamente che ciascuna rosa corrisponde a una persona.
Voi penserete a queste rose come amanti, fidanzate/fidanzati, mogli o mariti. Ebbene non è necessariamente così. Sono rose amate profondamente o sono persone, che per il loro valore hanno lasciato un segno.
Oppure siamo noi specchiati nelle rose.
Il giardiniere parla la loro lingua mentre le accudisce, ricorda episodi, cresce, insieme a loro ne percepisce lo straordinario valore.
Tutte le rose conoscono l’individuo per il quale portano il nome. Non tutte le persone del giardino sanno di avere una rosa che porta il loro nome.
Lascio alla vostra immaginazione la meraviglia di questi equilibri, di queste straordinarie rose con nome e cognome che regalano e si regalano felicità e gioia.
Non ci crederete a fronte di eventi fortemente negativi, alcune muoiono, altre soffrono e non capiscono chi e cosa possa averle turbate tanto.
Il giardiniere non ha mai smesso di parlare a sé stesso e di parlare alle rose, tanto che alcune di loro hanno già dato le prime risposte con nuovi fiori all’inizio dell’inverno.

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