Che forma, che colore e che odore ha la guerra vista da un ragazzino di 13 anni? Ce lo ha raccontato Christian Antonini nel suo ultimo romanzo, I ribelli di giugno (Giunti), con un tratto così vivido e onesto che ci fa entrare subito tra le sue pagine. E sentire la polvere che impasta bocca e pensieri, appiccica i vestiti insieme all’afa, copre come un velo grigio un’estate che sa di coraggio e nuove scoperte. Di primi amori e malinconia.

 

Christian Antonini in versione Hogwarts

Certi libri non si leggono e basta. Ma si possono ascoltare e annusare. Ti colgono di sorpresa perché sanno parlare a tutti i sensi. Come è successo quando ho cominciato a leggere I ribelli di giugno, senza riuscire a smettere prima di essere arrivata in fondo. Christian Antonini, dopo Una lettera con i codini (sempre Giunti), ci ha regalato un bellissimo frame tratto dalla Seconda Guerra Mondiale, inserito in una storia di amicizia e solidarietà che diventa, pagina dopo pagina, anche un’intensa storia di formazione. Di quelle che ti smuovono corde profonde e ti commuovono. Insomma, siamo di fronte a pagine dense e toccanti, in cui la storia di Marian, 13 anni, genitori che la guerra ha portato lontano, gambe veloci che sanno muoversi tra le strade polverose di una Bordeaux sotto scacco e occhi pronti a cambiare il mondo, si dipana intrecciandosi alla Storia vera. Il lettore quasi non se ne accorge, ma alla fine verrà naturale congedarsi dai personaggi con un ringraziamento (e quel nodo di malinconia che accompagna sempre la chiusura di una storia che si ha molto amato, come nel mio caso). Si ringrazia il protagonista per averci mostrato occhi sgranati dalla paura, guance infiammate da un’amicizia speciale (quella di Arielle), mani tese in aiuto, che tremano mentre la guerra si fa largo e bisogna sopravvivere ai bombardamenti.
E si ringrazia Christian Antonini, non solo per le emozioni, ma anche per averci fatto incontrare una storia reale, che in pochi conoscono, quella del console portoghese Aristides Sousa Mendes, che in quel giugno di polvere e afa salvò 30.000 ebrei in fuga dal nazismo usando la burocrazia. Sousa Mendes e Marian, guidati dallo stesso spirito ribelle e dallo stesso cuore grande, si ritrovano insieme a giocare la partita più importante della loro vita.

 

Pronti per i suoi consigli di lettura? Metteteli tutti in lista, perché sono davvero strepitosi!

 

3 libri per ragazzi

IL LADRO DEI CIELI, di Christian Hill (Rizzoli)
Perché toglie la maschera dal mondo dei ragazzi, toglie quella patina fatta di sorrisi di plastica e famiglie modello e racconta una storia, brutale e diretta, veloce come un pugno e che fa altrettanto male. Ma bella da leggere, coinvolgente e che lascia il segno. E c’è anche una bella ricerca dal punto di vista della documentazione storica, che è una cosa che apprezzo molto.
La trama: Rust ha una famiglia in crisi, ma in crisi davvero, perché la mamma è dipendente dal crack e il padre è meglio quando è assente. Rust sopravvive alla sua stessa vita, con una scuola assente e amici che è meglio perderli che trovarli, fino a quando incontra il vecchio Carter, strampalato rudere con interessi astrusi, che gli offre un facile lavoretto. E tutto cambia. Per sempre, perché doveva già cambiare.

LO SPACCIATORE DI FUMETTI, Pierdomenico Baccalario (Edizioni EL)
Tutto il fascino dei fumetti di supereroi, quelli di una volta, quelli dove a storie fantastiche e incredibili si univano personaggi complicati, con grandi problemi, grandi responsabilità, grandi vicende. Proprio come chi le leggeva e legge oggi. Un romanzo di crescita, di trasformazione, di maturazione in una Budapest da Guerra Fredda dove la vita quotidiania è vicinissima alla nostra eppure lontana come se fosse su un altro pianeta.
La trama: Budapest, Sandor ha quindici anni e va a scuola come tutti i ragazzi della sua età, ma Sandor è anche uno spacciatore di merce proibita, vietata e pericolosa. Sandor spaccia ai suoi amici fumetti americani, storie di supereroi varipinti e coraggiosi, che difendono ideali di libertà, giustizia ed uguaglianza. E queste storie aiutano a crescere, in un momento difficile quanto lo è quest’età di mezzo, con tutti i suoi problemi. E tutto si complica, però, quando il misterioso fornitore di Sandor un giorno scompare. È quello in momento in cui non si può e non si deve lasciare che siano gli altri a rischiare, ma bisogna invece indossare il mantello e lanciarsi verso l’ignoto.

POLVERE NERA, DI Miriam Dubini (Solferino)
Una storia femmile che non è “al femminile”: la protagonista è una ragazzina che vive una grande avventura per ritrovare suo padre, misteriosamente comparso. Ambientata nell’antica Cina, in un’atmosfera da favola e racconto umoristico, Polvere Nera è un libro da leggere tutto d’un fiato per apprezzare la scrittura incisiva, tagliente, divertente e ispirata di un’autrice scomparsa troppo troppo presto, come è tipico di quelli che ci vengono portati via. Un romanzo che mi è caro, che mi è piaciuto molto.
La trama: Qinq è la turbolenta e avventurosa figlia di un sapiente che traffica con polveri e minerlai, lei conosce segreti che altri ignorano e vive una vita ricca di colore e avventure. Tutto si complica quando suo papà scompare e la ricerca per il padre disperso diventa un’avventura meravigliosa che le porterà il più grande dei tesori: nuovi amici.

+ 1 per adulti

IL SIGNORE DELLE MOSCHE, di William Golding (io l’ho letto edito da Mondadori)
Prima dei film di zombie, prima di Lost, prima di Stephen King e del suo L’ombra dello scorpione e It, c’è stato Il signore delle mosche. Fondamentale e imperdibile per chi voglia guardare sotto l’angolo del tappeto dove nascondiamo la sporcizia. Solleva la maschera dell’umanità profumata e ben vestita e ci troverai una scimmia ferale e selvaggia pronta a tutto per sopravvivere. E quando le regole della civiltà vengono meno si torna alle leggi tribali, alla superstizione, ai simboli potenti e ancestrali, alla religione che sconfina con la magia. E allora la cultura diventa la nemica da abbattere, come la libertà individuale e le differenze. Noi contro di loro, è la regola principale e più importante. Un capolavoro da scoprire se non hai paura, da leggere se invece hai deciso che non vuoi averne più e invece vuoi capire.
La trama: allo scoppio di una guerra senza nome un aereo che trasporta degli studenti precipita su un’isola tropicale e deserta. I ragazzi devono sopravvivere da soli e le regole della vita civile scompaiono presto, sostituite da rituali, timori, leggi di sangue e divisioni. Presto i naufraghi si dividono in due gruppi, due popoli e due tribù in rotta di collisione. I ragazzi restano tali solo dal punto di vista dell’età, perché presto iniziano a comportarsi come guerrieri e cacciatori spietati, perfetti esempi di Homo Sapiens. Con tutte le sue molte ombre.

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