Piccola Volpe rincorre due farfalle perché sono viola.
A un tratto sotto le sue zampette non c’è più terra,
c’è:
aria!
Piccola Volpe cade,
e cade,
la terra si avvicina,
e poi,
BAM!

 

Impossibile non innamorarsi subito di Piccola Volpe e desiderare di correre con lei attraverso le pagine, i boschi e le radure. Perché Piccola Volpe è esattamente come tutti i bambini, curiosa e vivace. E soprattutto è pronta a scoprire sempre nuove cose e incontrare nuovi amici, con quel giusto pizzico di timore, che però riesce a vincere al primo gesto di apertura.  Ma a volte, l’esuberanza e la curiosità possono metterla in pericolo. Proprio come quando, rincorrendo le farfalle (a quelle viola non riesce proprio a resistere), cade e inizia a sognare: di quando era ancora una cucciola, della sua famiglia numerosa, degli amici speciali incontrati nel bosco. Un sogno lungo una vita. Da quale si risveglia con un nuovo amico. Attraversare il suo sogno insieme a lei significa entrare nelle bellissime tavole di Marje Tolman, che mescolando fotografie rielaborate di paesaggi a figure illustrate (gli animali e i ‘piccoli d’uomo’ incontrati da Piccola Volpe), trasportano subito il lettore nella dimesione del sogno. E lì lo culla: Perché se il lettore è bambino, vi ritroverà la dimensione della meraviglia e della scoperta a lui più vicina. Se, invece, il lettore è adulto, vi rivedrà il sé bambino e la dimensione della crescita attraverso il sogno (perché la caduta, noi adulti l’abbiamo sperimentata spesso).

Piccole Volpe, di Edward van de Vendel, con illustrazioni di Marije Tolman, Il Castoro

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