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Quante volte, in queste settimane, abbiamo desiderato di poter battere i tacchi delle nostre scarpe e ritrovarci altrove? Ma poiché non tutti possediamo le scarpette scintillanti e magiche di Dorothy, non ci resta che andarci a rileggere un grande classico e sognare un po’. E per sognare in grande, provate a sfogliare Il mago di Oz di Sébastien Perez, con illustrazioni di Benjamin Lacombe (Rizzoli), sarà un po’ come partire alla ricerca di qualcosa…

 

Una riscrittura, quella di Sébastien Perez, che mi ha colpita molto sin dalle prime righe: perché parte direttamente dallo sguardo più intimo dei personaggi, permettendo al lettore di seguire lo sviluppo della storia proprio come se ci si trovasse dentro un altro corpo e, soprattutto, dentro un altro cuore. E se ad accompagnare il testo c’è il tratto magnetico e onirico di Benjamin Lacombe, capace di agganciare lo spettatore e trasportarlo direttamente dentro la storia, la possibilità di fuga è praticamente azzerata. Ma niente paura, non vi verrà voglia di battere i tacchi, anzi, vorrete a tutti costi finire sulla strada di mattoni gialli… Perché Sébastien Perez e Benjamin Lacombe rappresentano un duetto perfetto, che ha saputo dare nuovo incanto a un classico della letteratura per ragazzi, Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum, che a distanza di oltre un secolo (la prima edizione risale infatti al 1900) sa attraversare con grande intensità un tema profondamente attuale: la diversità, che lungo il dipanarsi del racconto diventa prima accettazione dell’altro e poi condivisione.

I protagonisti sono quelli di sempre, ognuno con un sogno, in viaggio alla ricerca di qualcosa: Dorothy, con il suo cagnolino Toto, desidera ritornare dagli zii nel Kansas, lo spaventapasseri vorrebbe un cervello, il leone un po’ di coraggio e l’uomo di latta un cuore per ritrovare l’amore. Così, in un viaggio rocambolesco fianco a fianco, pian piano i quattro personaggi apriranno i loro cuori (anche l’omino di latta, che è decisamente più umano di quanto sembri), srotoleranno le loro storie e stringeranno una bellissima amicizia. Insieme dovranno percorrere il sentiero di mattoni gialli che li condurrà alla Città di Smeraldo, dove regna il mago di Oz, l’unico in grado di dare loro ciò che più desiderano. Il racconto tiene fede anche ai personaggi di contorno, con una mirabile interpretazione delle quattro streghe, le due buone (quella del Nord e del Sud) e le cattive (Est e Ovest).

Le tavole di Lacombe restituiscono le atmosfere rarefatte e un po’ rétro del mondo inventato da Baum, accentuandone l’aspetto onirico attraverso colori pieni e tavole dettagliatissime. Gli occhi dei suoi personaggi, enormi e pieni di emozione, sono una porta sulla loro interiorità e sulla meraviglia del mondo che ci spalancano. Perdervisi non sarà difficile, lasciatevi incantare.

 

Il mago di Oz di Sébastien Perez, con illustrazioni di Benjamin Lacombe (Rizzoli)

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