Equilibrio, foto di Marco De Scalzi

Avete presente quando un’idea sta nella testa per un po’ e poi all’improvviso trova la sua forma? Ecco, io stavo pensando da qualche giorno a quanto la quarantena abbia rispolverato le piccole cose della nostra quotidianità, dandovi nuova luce. E mi è venuta voglia di dar voce agli oggetti che popolano i nostri spazi, perché sicuramente hanno storie interessanti da raccontarci. Ne è uscito il nuovo progetto Ritratti – Gli oggetti (ci) raccontano, realizzato insieme al fotografo Marco De Scalzi.

 

Una delle cose che la quarantena ci ha negato, soprattutto per chi la sta vivendo in città, è l’apertura dell’orizzonte. Fuori dalla finestra sempre lo stesso quadro, cambiano la luce e i dettagli (panni stesi, tende tirate, finestre aperte, scorci di interni, fiori sbocciati nei vasi e qualche comparsa di tanto in tanto), ma se non sei Hopper dopo un po’ il condominio di fronte perde il suo ‘fascino’.

Allora accendiamo la luce dentro, nelle nostre case. E facciamo parlare gli spazi che hanno fatto parte di queste giornate dal campo visivo ristretto, ma dall’orizzonte immaginario infinito. E lasciamo che gli oggetti raccontino, che svelino qualcosa di noi, della nostra memoria, delle nostre abitudini o dei nostri sogni.
Perché tra i tanti oggetti che ci circondano ce n’è sicuramente uno che in queste giornate ha raccolto le nostre attenzioni e il nostro sguardo più di altri: la tazza del caffè che abbiamo sempre sulla scrivania, il cd che è stato un po’ colonna sonora della quarantena, la penna che rigiriamo tra le dita, il quadro che è appeso di fronte a noi…

Ed è proprio dall’idea che questi oggetti possano ‘parlare’ che parte il nuovo progetto di Spinginuvole, Ritratti – Gli oggetti (ci) raccontano, realizzato in collaborazione con il fotografo Marco De Scalzi.
Di che cosa si tratta esattamente? Incontriamo virtualmente autori, illustratori, giornalisti, creativi, artisti e persone che con noi hanno in comune la passione per le storie, qualunque sia la loro forma. Abbiamo chiesto di identificare un oggetto che per loro è stato particolarmente significativo in queste settimane di chiusura forzata, di ritrarlo in uno scatto e di dargli la parola per farci raccontare una storia. La loro.

E poiché gli oggetti sono un po’ il riflesso delle nostre vite, abbiamo pensato anche a un secondo ritratto, quello di tutte le persone che ci hanno aperto le loro porte: ritratti a distanza, in videochiamata, che Marco De Scalzi realizza via Skype.

 

Troverete le storie Ritratti – Gli oggetti (ci) raccontano qui su Spinginuvole e sui profili Facebook e Instagram (@spinginuvole) a partire da lunedì… vi aspettiamo!

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