La sedia sdraio

Chiara Vittadini è una giornalista appassionata, instancabile lettrice e super esperta di cinema (se volete un consiglio su un film, chiedetelo a lei!). Di solito ci vediamo in redazione (Style Piccoli è il magazine che coordina), ma in queste settimane abbiamo lavorato col filtro dello schermo, che per fortuna non ha mai filtrato il suo sorriso. Innamorata della montagna e del verde in generale, ha scelto un oggetto che in qualche modo le ha permesso di uscire… E persino di viaggiare un po’!

 

Chiara Vittadini ritratta da Marco De Scalzi via Skype

Perché hai scelto questo oggetto e cosa ha rappresentato per te durante le settimane di quarantena?

La sedia a sdraio è l’oggetto che mi ha salvato in queste settimane di clausura. Amo stare all’aria aperta, a stretto contatto con la natura, in estate, in inverno, e ancora di più nelle mezze stagioni. Se in settimana sono chiusa in ufficio (ma approfitto di ogni passo fuori che posso fare!), nel weekend cerco di stare più tempo possibile in giro. Una primavera chiusa in casa per me era inconcepibile. La sdraio è stata la mia salvezza, perché mi ha accolto e mi permesso di stare fuori a lungo, nella pause dello smart working o, con più calma, nel fine settimana. Grazie a lei mi sono sentita un po’ in vacanza e ho potuto vivere la primavera nel mio piccolo cortile di città.

 

Se potesse parlare, cosa racconterebbe di te?

Non è una sedia a sdraio qualunque. È di bambù, ci è stata regalata per le nozze e aveva una “gemella” che però si è rotta (mi sono un po’ pentita di averla buttata via invece di cercare di aggiustarla! Così avremmo potuto sederci in due…). All’inizio è stata una fedele compagna di letture e relax, poi man mano che la vita negli anni accelerava fra figlie, lavoro, nuove incombenze e fughe nel weekend, la sdraio è finita in cantina a coprirsi di polvere. L’avevo quasi dimenticata, poi la prima domenica di quarantena mio marito – sapendo quanto mi piaccia stare seduta a leggere e a guardare il cielo quando sono in vacanza – l’ha recuperata. “Sdraiata” – non sono tipo da divano, quello lo uso solo per guardare film – ho letto libri e giornali, ho visto sbocciare prima le camelie poi le rose, ho fatto amicizia con un merlo impertinente a caccia di legnetti per il nido, ho scrutato il cielo quasi sempre azzurro in cerca di buoni auspici, ho videochiamato amici e parenti, mi sono scaldata al sole e persino in po’ abbronzata, mi sono persa fra i miei pensieri e poi appisolata, ho bevuto il caffè e mangiato il primo gelato della stagione, ho ascoltato la musica, le voci lontane dei vicini da terrazzi e finestre… E purtroppo anche il suono delle ambulanze… Seduta fuori, non mi sono sentita mai isolata, ma parte del tutto che andava avanti, comunque.

 

Cosa ne farai quando tutto tornerà alla normalità?

Quando tutto tornerà come prima (ma ci tornerà davvero?) prometto che non la rinchiuderò in cantina, ma la terrò sempre a portata di mano. Per aprirla ogni volta che avrò voglia di sentirmi in vacanza. O anche solo avere un po’ di tempo per me. All’aria aperta.

 

Chiara Vittadini
46 anni
giornalista
Monza

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