Il coltello multiuso

Giornalista, divulgatore scientifico e autore per ragazzi, Andrea Vico è una delle persone più concrete e generose che io conosca. Quattro figli (tutti impegnati come lui) e una bicicletta che lo porta dappertutto, è anche un bravissimo cuoco (la sua ‘nutella’ fatta in casa è strepitosa!). La cosa che mi ha colpito di più quando ci siamo conosciuti? La sua meravigliosa capacità di incantare i ragazzi con le parole, ma anche con i fatti. Perché la scienza è prima di tutto una questione di osservazione e di esperienza. E saper catturare l’attenzione è una questione di magnetismo. E di versatilità, come ci descrive l’oggetto che Andrea ha scelto per raccontarsi un po’…

 

Andrea Vico ritratto via Skype da Marco De Scalzi

Perché hai scelto questo oggetto e cosa ha rappresentato per te durante le settimane di quarantena?

Se penso a un oggetto che mi rappresenta e che in questa quarantena ha avuto il suo “ruolo” ti direi questo coltello multiuso. L’ho sempre con me, sempre nello zaino e lo uso per districarmi nelle piccole situazioni in cui voglio esser pronto a intervenire. Viaggiando molto, dormando in posti diversi, facendo laboratori in ogni tipo di situazione, facendo mini allestimenti un coltello multiuso mi ha tolto d’impaccio in mille occasioni.

E poi mi somiglia: quando è chiuso non sai bene cosa sai e cosa può offrirti, è un po’ in disparte, uno po’ sulle sue, riservato. Quando serve si apre e usi quello che serve al momento, un po’ poliedrico. In questo senso è un oggetto che mi somiglia, che racconta il mio carattere e il mio modo di intendere la vita… esser pronto, concreto, utile, operativo, sulla ribalta con il 100% delle energia quando serve, ma tendenzialmente schivo e riservato.

L’ho tirato fuori ieri per fotografarlo ed era la prima volta che lo prendevo in mano da fine febbraio, da quando è iniziata la quarantena!

 

Se potesse parlare, cosa racconterebbe di te?

È stabilmente nel mio zaino da quasi 30 anni… racconterebbe delle centinaia di trasferte fatte in Italia per giocare con la scienza e fare esperimenti in festival, scuole, fiere, presentazioni in libreria, progetti itineranti autogestiti come il tour della genetica Geni a Bordo.
E delle tante volte che, appunto, mi ha aiutato. Se mi guardo indietro, ad esempio, mi torna in mente quella volta che a un Festival (non faccio nomi!) dovevo tenere un laboratorio un po’ teatralizzato, su un palco montato ‘alla carlona’. Non si riusciva ad avere energia sul palco, perché mancavano ciabatte e prolunghe e anche la connessione con il video proiettore era impedita: qualcuno aveva dato un pestone al cavo VGA che si era stortato tutto e non entrava nell’apposita uscita del mio pc. E non c’era la solita assistenza tecnica. Ho smontato un cavo da uno dei piccoli riflettori (pomeriggio, non servivano), ho inventato una prolunga volante, ma in sicurezza perché sigillata dal nastro americano (altra cosa che ho sempre con me quando sono in giro per laboratori ed eventi), entrando in un quadro elettrico chiuso (ma gli ho smontato facilmente lo sportello) e ho rimodellato la presa VGA per ottenere la connessione. Tecnicamente nulla di speciale, lo sa fare chiunque, ma senza quella pinza multi funzione non avrei avuto tutti gli attrezzi necessari.

 

Cosa ne farai quando tutto tornerà alla normalità?

È pronto a ripartire e io pure!
#divulgatorescientificoerrante

 

 

Andrea Vico
52 anni
Giornalista, divulgatore scientifico e autore per ragazzi
Torino

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