di Davide Calì

 

Siamo quasi alla conclusione di questa mia rubrichetta che ho immaginato per far ripartire le vendite degli illustrati, dopo il periodo di chiusura delle librerie, e di cui ho previsto 8 puntate.
Finora vi ho parlato, di un editore diverso a puntata ma questa volta ho pensato di raccogliere invece tre titoli uniti da un tema comune. Vi presento quindi tre silent book che, a dispetto della mancanza di testo, sono da leggere e rileggere.

 

Professione coccodrillo(Topipittori) racconta la giornata tipo di un coccodrillo che, come ogni coccodrillo, si alza, si lava, fa colazione, poi si veste ed esce per andare a lavorare. Attraversa la strada, poi prende la metropolitana. Ma che lavoro farà?

 

La porta, di Ji Yeon Lee (di cui vi consiglio anche La piscina, sempre pubblicato da Orecchio Acerbo) ha per protagonista un bambino che scopre una porta verso una dimensione sconosciuta, popolata di strane creature, che parlano un altrettanto strana lingua. Le creature lo invitano a un picnic, dove da altre porte giungono ancora più strani esseri. Ma alla fine, per quanto diversi, ci somigliano un po’ tutti.

 

Concludo con Il giardino dei sogni (Carthusia), passeggiata onirica di due bambini che scoprono un giardino meraviglioso dietro una porta. Un libro che, rispetto ad altri silent, racconta meno una storia, ma è più evocativo.

 

 

Professione coccodrillo, di Giovanna Zoboli, con illustrazioni di Mariachiara di Giorgio, Topipittori

La porta, di Ji Yeon Lee, Orecchio Acerbo

Il giardino dei sogni, di Maike Neuendorff, Carthusia

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