L’orologio a cucù

Marianna Balducci è un’illustratrice riminese che ha il sole dentro. Facile, direte voi, per una che abita vicino al mare! Ma il suo è un sole che nasce dal cuore e che illumina lo sguardo e il sorriso, regalando ai suoi disegni un guizzo che riscalda, appunto! La sua è una progettualità un po’ fuori dagli schemi, che sa sorprendere, far ridere e spesso ti lascia lì a pensare. In un tempo sospeso, ma denso. Proprio come quello che Marianna ci racconta attraverso l’oggetto che ha ‘scandito’ la sua quarantena

 

Marianna Balducci ritratta via Skype da Marco De Scalzi

Perché hai scelto questo oggetto e che cosa ha rappresentato per te nelle settimane di quarantena?

Annibale è un po’ quello a cui, in casa, ho delegato la custodia simbolica del tempo. Il rapporto con il tempo per me è da sempre conflittuale. Non facciamo mai pace, neanche in condizioni di normalità, figuriamoci in queste settimane di lockdown. Di solito mi aggroviglio su di me cercando di dedicarmi più tempo (quel tempo buono, lento per cui tendo sempre a sentirmi un po’ in colpa), di organizzare al meglio il tempo che “mi serve” (per lavorare, per fare tutte le cose che vorrei), senza ossessionarmi continuamente pensando al “tempo perso” e alle cose che, con lui, non posso più recuperare. Avvertire questo tempo fermo attorno a me (che comunque ho continuato a lavorare parecchio, da brava disegnatrice nella tana) è stato come dover acquisire le regole di un nuovo ecosistema, incerto e instabile, scandito da un tempo che sembra sempre lo stesso ma ha un peso completamente diverso. Insomma, molta responsabilità delegata a un uccellino meccanico in una casina di legno… ma, dopotutto, l’ho battezzato col nome di un condottiero.

 

Se potesse parlare, cosa racconterebbe di te?

Il fatto che gli abbia dato un nome forse è già indice della deformazione professionale che mi fa guardare a molte cose intorno come se fossero personaggi di una storia. Sono una che si affeziona alle cose, adoro circondarmi di oggetti che scelgo perché ho la sensazione che mi migliorino l’umore, sono la nemica di Marie Kondo perché temo di avere un concetto molto personale e discutibile di armonia. Se poi sentite “cantare” Annibale allo scoccare delle ore, ecco subito un altro indizio che mi corrisponde: il numero dei cucù non è mai sincronizzato giusto perché con l’accumularsi delle ore solari/legali mi dimentico di sistemarlo o lo sistemo sempre seguendo la logica opposta a quel che dovrei. Annibale quindi canta sempre un po’ fuori dal coro e la cosa, in fondo, non mi dispiace.

 

Cosa ne farai quando tutto tornerà alla normalità?

Tornerò a litigarci, spero, concentrandomi sulle mie familiari piccole grandi ossessioni di sempre, senza doverlo guardare insofferente e in apprensione perché certe giornate sembrano non finire mai o perché volano senza che io sia riuscita a vedere, nemmeno oggi, il mare.

 

Marianna Balducci
35 anni
Illustratrice
Rimini

Se volete saperne di più su Marianna, cliccate qui per fare un giro sul suo sito
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