L’anello

Roberta Balestrucci Fancellu è una di quelle amiche con il vento nel cuore: un vento che ti fa sentire profumi e voci che arrivano da lontano (magari dalla sua Sardegna), che ti solleva facendoti sentire leggera, che spazza via la polvere di certe giornate grigie, che ti scompiglia i capelli e ti fa il solletico. Un vento che ti fa sorridere quando sei un po’ triste e ti riaccende lo sguardo, perché quando c’è vento il cielo è più nitido. Autrice per ragazzi e operatrice culturale, il suo sorriso ti regala sempre qualche nuova storia. Intensa come i suoi occhi. E con una particolare predilezione per i ritratti al femminile (non perdetevi il suo nuovo libro Non è bella ma…, illustrato da Marianna Balducci per Hop Edizioni). E poiché Roberta ha il vento (e il mare) dentro, anche il suo oggetto parla proprio di questo. E ci insegna a (ri)sollevarci e a non mollare!

 

Roberta Balestrucci Fancellu ritratta via Skype da Marco De Scalzi

Perché hai scelto questo oggetto e che cosa ha rappresentato per te durante le settimane di quarantena?

Alcuni lo scambiano per un soldatino. Sai quelli che si usavano per giocare insieme agli altri bambini durante i caldi pomeriggi estivi? Quelli che cercavi di vincere e portare via ai tuoi amici, fratelli o cugini, nell’attesa che il sole si abbassasse e mollasse la presa del caldo, per poter poi uscire e fare baldoria con gli altri. In realtà l’oggetto che ho scelto è un anello. Un pezzo unico, fatto e pensato da mani sapienti e regalatomi dalla mia amia Cristina, una persona per me davvero speciale. Me l’ha regalato prima di una delle nostre scorribande versione “Thelma e Louise delle storie” però a riposo. Lo uso pochissimo perché ho paura di rovinarlo, ma lo tengo sul comodino. Ogni giorno al risveglio mi ricorda che c’è tanta bellezza attorno a me, e se riesco a tener vivo il mio sguardo bambino, allora tutto potrebbe essere più facile. Mi rende felice guardarlo e giocarci un po’, mi è stato regalato in un momento importantissimo della mia vita, avevo realizzato uno dei miei sogni più grandi, e mi ci ritrovavo pienamente in quella bambina con l’aquilone. In queste settimane è stato davvero un balsamo per l’anima. Nonostante la pesantezza e la preoccupazione per le varie situazioni vissute, guardare quell’anello mi fa pensare che non c’è nessun peso che non si possa alzare in volo, basta la spinta giusta, e solo tu puoi darla. Non siamo invincibili, il vento non è sempre dalla nostra parte, ma di sicuro è da qualche parte accanto a noi, e noi dobbiamo essere pronti a soffiare per far alzare in volo i nostri sogni, i nostri desideri, e ripartire. Ripartire e ricominciare, sempre. “Volare” non è semplice, e non lo è nemmeno tenere il filo. Ma di sicuro in queste settimane ho imparato a tenere alto quell’aquilone, e spero di essere un buon soffio anche per chi mi è stato accanto seppur virtualmente.

 

Se potesse parlare, cosa racconterebbe di te?

Oh beh, se potesse parlare di sicuro la sua prima cosa che mi direbbe sarebbe “Se non lo fai adesso, quando lo fai?” è il mio mantra, ma è anche una sorta di gioco che io e Cristina facciamo quando ci viene in mente qualcosa di folle, come magari attraversare l’Italia da parte a parte in pullman per andare ad abbracciare un’altra amica, e bere tutte insieme un caffè macchiato con una bella spolverata di cannella. Nulla è impossibile se ci credi veramente, no?

 

Cosa ne farai quando tutto tornerà alla normalità?

Quando tutto tornerà alla normalità continuerò a guardarlo e custodirlo. Di sicuro lo indosserò quando rivedrò i miei amici, quando potrò incontrare nuovamente i bambini nei miei laboratori o presentazioni, e li inviterò a osservare bene il mio anello. No, non per fargli vedere quanto sia MERAVIGLIOSO e UNICO, ma perché tutti a volte ci possiamo sentire sull’orlo di un baratro. Un po’ come a momenti è capitato in questi giorni, ma se usiamo le parole nel modo giusto, e impariamo ad ascoltare il vento, allora quel limite che ci sembra di raggiungere, non esiste. Se guardiamo attentamente oltre il burrone, vedremo che abbiamo sotto gli occhi un nuovo punto di partenza. È così che si impara a volare, proprio come un aquilone.

Roberta Balestrucci Fancelli
37 anni
Scrittrice e operatrice culturale presso il Centro Servizi Culturali di Macomer
Macomer (Nuoro)

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