La mascherina

Io e Dario Pagnoni ci siamo conosciuti ‘dal vivo’ proprio il giorno in cui Marco ha scattato questo ritratto. Ho pensato subito che la cosa bella di questo progetto è stata anche quella di metterci in connessione con persone nuove e nuove energie. E Dario di energia ne ha davvero tanta. Per lavoro si occupa di digital marketing e nel tempo libero ama cercare e scoprire cose nuove e inaspettate. Soprattutto correndo sulla sua bicicletta, che lo porta ovunque. Insieme all’oggetto che ha fotografato per raccontarci la sua quarantena.

 

Dario Pagnoni ritratto via Skype da Marco De Scalzi

Perché hai scelto questo oggetto e che cosa ha rappresentato per te durante le settimane di quarantena?

Acquistai questa mascherina su Amazon, dopo essermi trasferito a vivere e studiare a Milano, per respirare meno smog durante gli spostamenti in bicicletta. Una volta finita l’università e trasferitomi a Brescia, la mascherina è finita in un cassetto da cui è riemersa solo all’inizio della quarantena. Durante le strane settimane del lockdown per me è stato un po’ come il guinzaglio per un cane: il simbolo della possibilità di uscire per pochi passi sotto casa.

 

Se potesse parlare, cosa racconterebbe di te?

Racconterebbe che che mi piace passeggiare per il quartiere, osservare come le persone che camminano per strada, scoprire quanti piccole dettagli ci sono nel raggio di 200 metri da casa. Le settimane di chiusura totale mi hanno dato modo di riscoprire strade, aree pedonali, portici e vetrine che erano a pochi passi da casa mia, ma che io non avevo mai notato: muovermi in un’area così ristretta (quella consentita per le commissioni essenziali), mi ha permesso di accorgermi di dettagli diventati improvvisamente significativi. Ad esempio il fatto che, dietro la mascherina, non si potesse vedere il sorriso delle persone ha dato ancora più valore allo sguardo: guardarci di più negli occhi è diventato un gesto per non allontanarci ulteriormente. La quotidianità ha acquistato tutta un’altra dimensione e ci ha permesso di osservare più da vicino certe cose. Cogliendone la bellezza.

 

Ora che stiamo tornando a una relativa normalità, cosa ne farai?

La mascherina, alla fine, è diventata una sorta di compagna, che non mi sta più antipatica, anzi, mi permette di fare molte cose. Ad esempio, mi dà la possibilità di godermi una passeggiata al Monte della Maddalena (dove amo moltissimo andare), oppure di girare in bicicletta alla ricerca di una nuova casa!  Non so quando tutto questo finirà, ma per ora la mascherina resta con me. Poi mi auguro che tornerà nel cassetto da cui è uscita quando è cominciata la pandemia.

 

Dario Pagnoni
33 anni
Digital marketing strategist
Brescia

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