La padella

Lucia Stipari è una di quelle personalità creative che sanno guardare un progetto e dargli al forma migliore. Ma quando le chiedi di cosa si occupa, arriccia un po’ il naso in una smorfia sospesa. Perché lei è tante cose. E alla fine la smorfia si scoglie in un sorriso. Lucia è prima di tutto una delle anime (creative, ovvio) di Studio Pym, studio editoriale e agenzia di comunicazione a Milano. E il sorriso è perché Studio Pym è un po’ una famiglia e un po’ seconda casa… Io ci sono stata qualche volta e l’effetto è proprio quello! Le storie ci hanno fatto incontrare e, infatti, insieme abbiamo organizzato il festival itinerante Zaratan – Una foresta di storie.
Per raccontarci la sua quarantena, ci ha mostrato un oggetto che parla di condivisione e rappresenta contemporaneamente memoria e sguardo al domani.

 

Lucia Stipari ritratta via Skype da Marco De Scalzi

Perché hai scelto questo oggetto e che cosa ha rappresentato per te in queste settimane?

Prima mangiavo spesso fuori o compravo piatti pronti, in questo periodo ho invece dovuto cucinare molto più del solito. Ho anche dovuto imparare a fare spese grosse, da mangiarci almeno una settimana, mentre prima quel che mi serviva entravo in un negozio e lo compravo volta per volta, di ritorno dal lavoro. Mangiare è un atto di sopravvivenza, ma cucinare può essere un atto di amore e di cura, verso se stessi e verso gli altri, e questo è il motivo per cui ho scelto una padella. Sono stati giorni in cui affrontare difficoltà, paure, vulnerabilità, ma anche giorni in cui andare alla ricerca di nuovi nutrimenti, di gesti forse piccoli però creativi e buoni.

 

Se potesse parlare, cosa racconterebbe di te?

Mi ricorderebbe le mie origini, le mie nonne, che cucinavano entrambe molto bene (una era campana, l’altra veneta), e la sapienza e l’amore che avevano nelle mani. Direbbe che in genere, siccome abito da sola, penso non valga tanto la pena perdere tempo a cucinare, ma che ora ho voglia di recuperare quella sapienza e quell’amore, che alla fine sono gioia e condivisione. E aggiungerebbe che non importa se ogni tanto brucio qualcosa o ci metto troppo sale: posso volermi bene lo stesso, con tutti i miei difetti.

 

Ora che stiamo tornando a una relativa normalità, cosa ne farai?

Cucinerò per la mia famiglia e i miei amici!

 

Lucia Stipari
45 anni
Cofondatrice di Studio Pym
Milano

Condividi questo articolo: