La mattonella

Ho conosciuto Dario più o meno quindici anni fa e da allora non ho più smesso di seguire i suoi progetti e i suoi spettacoli. Dario Moretti è direttore creativo del Teatro all’Improvviso di Mantova e farci incontrare sono stati i suoi spettacoli, vero tuffo nella meraviglia per i bambini, ma anche per i grandi… E non smetterò mai di sostenerlo! Un paio di anni fa ho avuto anche la fortuna di visitare il suo atelier he si trova in una bellissima cascina (la sua casa), in un piccolo paese della campagna mantovana, è un posto davvero magico. Qui tutto parla di storie passate e di passione, di mani che raccontano anche attraverso la pittura e la scultura, di culture che si intrecciano, di sogni che prendono forma. E da qui arriva l’oggetto con cui Dario ci ha raccontato la sua quarantena…

 

Dario Moretti fotografato via Skype da Marco De Scalzi

Perché hai scelto questo oggetto e che cosa ha rappresentato per te durante le settimane di quarantena?

Ho scelto questa mattonella perché l’ho tolta, l’ho pulita, l’ho bagnata, l’ho incollata e l’ho rimessa a posto. Mi spiego. Abito in una casa molto antica e una parte della cascina mantiene ancora l’aspetto originario. Così durante le settimane della quarantena, non potendo lavorare in teatro, ho deciso di rifare il pavimento della mia camera da letto, riutilizzando le stesse mattonelle, oltre 500. Le ho recuperate tutte, pulite e risistemate. Poi, ho realizzato il massetto in cemento e riposizionato ogni mattonella con cura, lavorando sempre da solo. È stato un lavoro duro, che ha occupato gran parte delle mie giornate, andando un po’ per le lunghe a causa della difficoltà di trovare i materiali necessari.

 

Se potesse parlare, cosa racconterebbe di te?

Se potesse parlare racconterebbe dei miei lavori forzati per non farmi aggredire dalla depressione e dallo sgomento. E direbbe che le ho voluto molto bene e l’ho trattata con cura. Quelle mattonelle sono lì dagli inizi del Novecento e hanno vissuto con me dal 1990, quando ho acquistato questa casa, così io  i sono particolarmente affezionato: sono materiali grezzi e ammaccati, ma sono nate dalle mani sapienti di artigiani e raccontano di tutte le persone che le hanno vissute prima di me. Per me sono preziose. Infine, raccontano anche della mia manualità e della mia passione nel creare nuove opere, e manipolare i materiali (soprattutto quelli grezzi) per dargli nuova vita. E raccontare nuove storie. Come succede anche sul palcoscenico.

 

Ora che stiamo tornando a una relativa normalità, cosa ne farai?

Resterà incastrata per terra e ogni notte mi ricorderà di questi strani giorni. In fondo, se non fosse stata la quarantena non avrei mai iniziato questo lavoro…

 

Dario Moretti
65 anni
Direttore creativo del Teatro all’Improvviso
Un piccolo paese nella campagna mantovana

Se volete sapere qualcosa di più su Dario, cliccate qui!
Condividi questo articolo: