Paola Noé sa coltivare la bellezza delle piccole cose e ha uno sguardo pieno di meraviglia sulla quotidianità. Qualità rare per un adulto. Tra le sue mani un fiore di campo e un vasetto riciclato diventano un quadro pieno di poesia, il racconto di un ricordo d’infanzia, un angolo di casa dove trovare respiro. Io e Paola ci conosciamo da tanto e questa sua sensibilità mi ha sempre colpita moltissimo. Sensibilità che è anche il motore di Unduetrestella, realtà attraverso la quale da diversi anni lei si occupa di design per i bambini… Una delle sue grandi passioni, insieme a quella dei fiori, che ci racconta qui!

 

Paola Noé ritratta via Skype da Marco De Scalzi

Perché hai scelto questo oggetto e che cosa ha rappresentato per te in queste settimane?

Ho scelto questo oggetto perché, di solito, quando sono a Milano non è sotto ai miei occhi mentre lavoro. La sua sistemazione è in cucina. Mi è stato regalato da mio marito, che si è rassegnato alla mia passione per i fiori. Passione folle, tanto che alcune piante me le porto con me anche per un solo we. Per il week end del 21 febbraio, alla nostra partenza per due giorni a Magreglio (dove ho trascorso la mia quarantena e dove mi trovo ancora attualmente) ho deciso di portarlo con noi: perché aveva il primo bocciolo della stagione e non volevo perdermi la fioritura che dura pochissimo. Poi è iniziata l’emergenza covid-19. E siamo rimasti qui, fuori Milano, e la sua nuova posizione è di fianco alla sedia della scrivania su cui lavoro. Il vaso è appoggiato sulla seggiolina rossa di Marco Zanuso e Richard Sapper prodotta nel 1964 da Kartell. Era la seggiolina di quando ero piccola. Sono diventati una coppia perfetta, che unisce le mie passioni per il design per i bambini e le piante. Affinità elettive. Mi fanno compagnia per tante ore del giorno. Ho assistito alla fioritura di ben tre suoi grandi fiori rosa. Mii è sembrato di proteggerlo, mentre forse è lui che lo ha fatto con me. Mostrandomi lo scorrere della natura. Con garbo e resistenza.

 

Se potesse parlare, cosa racconterebbe di te?

Se parlasse direbbe che ho fatto bene a portarlo con me, e non si potrebbe di certo lamentare di come me ne prendo cura. Non l’ho abbandonato. Aggiungerebbe che la nuova location non è per niente male. Ho creato un idillio speciale sulla seggiolina rossa. È perfettamente posizionato con il suo sottovaso giallo, in realtà un vecchio piatto da bambini di plastica. Penso che mi conosca molto bene. E ancor più in questa quarantena nella casa di campagna, che è il mio mondo. La seggiola di plastica ha la seduta leggermente rotta e agevola l’appoggio del vaso allo schienale. Quindi se potesse parlare, il mio ibisco direbbe di essere essere ben seduto e accomodato. Nel frattempo, oltre il primo fiore, durante la quarantena, ha fiorito altre due volte.

 

Ora che stiamo tornando a una relativa normalità, cosa ne farai?

lo riporterò sul davanzale della finestra in cucina a Milano, il suo posto di sempre. Forse gli sembrerà di essere tornato a casa. Gli mancherà di certo la seggiolina di Zanuso. A me mancherà non averlo a fianco alla scrivania mentre lavoro. Andrò più spesso in cucina a trovarlo!

 

Paola Noé
46 anni
Esperta di design e arte contemporanea, anima di unduetrestellababy
Milano e Magreglio (Como)

 

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