Il taccuino

Marco Ceccherini è una di quelle persone che sanno costruire, progettare, incanalare le energie sempre in nuove idee. Con generosità e passione. E mentre la sua dimensione professionale di architetto lo porta a scoprire continuamente nuovi spazi, fisici e mentali, il suo amore per l’arte gli ha fatto percorrere la strada della valorizzazione del Patrimonio Culturale con il bellissimo progetto InChiostro itinerari e incontri d’arte. Così, per appuntare tante idee, l’oggetto che ha fotografato per raccontare la sua quarantena non poteva essere che un taccuino tutto da riempire…

 

Marco Ceccherini fotografato via Skype da Marco De Scalzi

Perché hai scelto questo oggetto e che cosa ha rappresentato per te durante le settimane di quarantena?

Tra tutti gli oggetti, reclusi in casa assieme a me, uno solo si è rivelato un paziente compagno: il taccuino nero.

Il taccuino nero è il regalo natalizio di un collega architetto. Per cui, il taccuino nero mi accompagnava già da qualche mese e sulle cui pagine appuntavo qualche sporadica annotazione. Ma dal momento in cui il mondo coincideva con l’estensione dell’appartamento, le pagine del taccuino nero sono diventate un luogo del possibile e si sono inesorabilmente riempite di appunti.
E da bravo amico, il taccuino nero non mi ha annoiato in inutili conversazioni meteorologiche, ha lasciato che rimanessi concentrato su quanto stessi facendo. Si è rivelato davvero un valido compagno di lavoro!
Se durante la quarantena sono riuscito a portare avanti idee e progetti rimasti troppo spesso in attesa, un po’ del merito è anche del taccuino nero.

La forza del taccuino nero è stata la sua minutezza. Il taccuino nero è rimasto a portata di mano in ogni momento della giornata, sempre pronto ad accogliere il pensiero del momento. Era lì durante le video-lezioni di Ettore, le ore di LEGO in compagnia di Mattia, i caffè in terrazzo bevuti con Mariella e durante le immancabili video-riunioni con i colleghi.

 

Se potesse parlare, cosa racconterebbe di te?

Come il suo proprietario, il taccuino nero è poco propenso a raccontare, più incline ad ascoltare. Tuttavia, al contrario di me, basta aprirlo e sfogliarlo. Ecco che potrebbe raccontare di luoghi d’arte su cui stavo lavorando e luoghi virtuali su cui ho iniziato a lavorare.
Grafia illeggibile e ordinati punti elenco, varianti grafiche e successione di budget, penna nera e matita.
In effetti sarei curioso di sapere cosa racconterebbe di me!

 

Ora che stiamo tornando a una relativa normalità, cosa ne farai?

Tornerà in tasca, nel borsello o nello zaino. In ogni caso continuerà ad accompagnarmi, pronto per essere aperto e al servizio delle prossime idee. Almeno sino a quando avrà pagine libere da concedermi.

 

Marco Ceccherini
35 anni
Architetto
Bergamo

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