Il pc portatile

A volte i progetti si incontrano e da creatività diverse nascono nuove sinergie. Ed è proprio mentre progettavo Ritratti – Gli oggetti (ci) raccontano che ho incontrato Davide Uria, creativo di Trani che si occupa di poesia e insegna storia dell’arte. Veramente, prima di Davide ho incontrato il suo progetto, Panacea. Al di là dell’abisso, un libro di poesie nato dal desiderio di provare a raccontare, attraverso disegni e parole, la quotidianità, gli stati d’animo, le paure e le angosce vissute ai tempi del Coronavirus. Le poesie e le immagini tra le sue pagine sono il riflesso della delicata situazione che abbiamo attraversato tutti: le ore che non passano, la gente imbavagliata, nessuno che chiacchiera, che si abbraccia, nessuna stretta di mano, silenzi. Ma sono anche versi e illustrazioni di speranza, che guardano oltre questo momento così complicato, al di là dell’abisso, appunto. Il titolo del progetto ci dice, da solo, in che direzione andare. E l’oggetto protagonista di questo Ritratto è il suo contenitore digitale, il computer, ormai un simbolo collettivo della nostra quarantena.

 

Davide Uria ritratto via Skype da Marco De Scalzi

Perché hai scelto questo oggetto e che cosa ha rappresentato per te durante le settimane di quarantena?

Il mio pc, un oggetto con il quale creo e progetto i miei lavori, un oggetto “speciale”, insomma. E lo è stato anche in queste settimane così lunghe, silenziose e strane, durante le quali, un po’ tutti noi, abbiamo avuto molto tempo a disposizione per poter riflettere, per guardarci dentro. Dopo lo spaesamento iniziale, dopo una prima fase in cui ho preferito non scrivere nulla, alla fine ho accolto l’invito di una mia amica illustratrice, Mariateresa Quercia, a realizzare un progetto insieme. Un progetto di poesie scritte da me e disegni realizzati da lei intitolato Panacea. Al di là dell’abisso, un piccolo libro, disponibile su Amazon, nel quale abbiamo cercato di descrivere gli stati d’animo vissuti durante questo tempo sospeso. Ci abbiamo lavorato per circa un mese, ininterrottamente, da mattina a sera, e il mio portatile è diventato, più di ogni altro momento, la mia personale finestra sul mondo, il mezzo con cui poter comunicare e lavorare.

 

Se potesse parlare, cosa racconterebbe di te?

Racconterebbe i miei gusti, i miei sogni e racconterebbe le mie ore trascorse a scrivere.

Nel mio pc sono contenute tutte le poesie che ho scritto, anche quelle che ritengo meno interessanti. Sarebbe capace, quindi, come una persona che ti conosce davvero bene, di descrivere le mie debolezze e le mie fragilità, ma anche le mie forze.

 

Ora che stiamo tornando a una relativa normalità, cosa ne farai?

Continuerà a svolgere il suo lavoro, come è riuscito a fare in queste settimane di isolamento.

Le relazioni umane sono fondamentali, necessarie e vitali, ma mai come in questo periodo, mi sono davvero reso conto di tutte le potenzialità che il web ha da offrirci. Anche Panacea. Al di là dell’abisso, essendo nato in questo momento, è un lavoro realizzato completamente a distanza. Io e Mariateresa ci siamo sentiti per un mese intero tutti i giorni, e se non ci fosse stato internet, questo libricino, non sarebbe mai stato pubblicato.

 

DavideUria
33 anni
Autore e docente di Storie dell’arte
Trani

 

Se vi è venuta voglia di leggere Panacea. Al di là dell’abisso, potete scaricarlo cliccando qui!
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