Per chi ama camminare in montagna, arrivare a 2000 metri di altitudine rappresenta una nuova prospettiva sul paesaggio: quello è il punto in cui la vegetazione dirada, gli alberi non crescono più e la terra si fonde al cielo. Impossibile non restarne affascinati e non perdersi con lo sguardo sull’orizzonte che disegna la montagna. Perché qui le nuvole si possono toccare con un dito…

 

Se a questo aggiungiamo la magia delle storie legate a quegli stessi luoghi, l’immaginazione potrà correre veloce sulle cime e regalare a una passeggiata un’atmosfera decisamente da fiaba. Sul Corno del Renon, la vetta che domina l’omonimo altipiano altoatesino a 2.260 metri, potrebbe ad esempio capitarvi di sentire ancora il lamento disperato del menestrello Walther Canterino.
Si narra che questo cantastorie perse la strada mentre si trovava proprio tra questi alpeggi: sperduto tra i monti, venne colto alla sprovvista da un temporale e cadde in un crepaccio, rompendosi una gamba. Per fortuna la montagna è spesso generosa e a salvarlo ci pensò un’aquila, portandogli bacche, piante officinali e alcune radici grazie alle quali riuscì a rimettersi in sesto e a riprendere il proprio cammino. In cambio, Walther, che da quel momento diventò così Walther von der Vogelweide (che, tradotto, significa pascolo degli uccelli), raccontò all’aquila soccorritrice tutte le favole che conosceva e le regalò il suo cappello da cantastorie. Si dice poi, che il generoso rapace si fece custode prezioso di tutte le storie di Walther, tramandandole ai suoi discendenti. Ed è così che oggi sono arrivate anche a noi.

 

Dove possiamo incontrare le storie di Walther?

Naturalmente per rivivere (o rileggere) i racconti di Walther dobbiamo tornare sulle sue orme, sul Corno del Renon, sederci sull’erba e metterci in ascolto, lasciandoci cullare dal fruscio del vento e dalla danza delle nuvole.
Non siete grandi camminatori? Non preoccupatevi, arrivarci è facile: basta salire a bordo della cabinovia (con partenza da Pemmern) per raggiungere in pochi minuti Cima Lago Nero (2.070 metri), dove inizia un nuovissimo percorso di circa 3 km, chiamato Il Mondo favoloso di Toni, ispirato appunto all’antica leggenda di Walther von der Vogelweidedove i più piccoli potranno leggere le favole scritte in un grandissimo libro-installazione, giocare in una sorta di nido-labirinto, sguazzare sulle rive di un magico laghetto, arrampicarsi su una gigantesca aquila (finta) e scoprire il bello dei giochi all’aria aperta. Toni, l’aquila a cui è intitolato il nuovo sentiero, non è altri che una discendente di quel generoso rapace e oggi ama raccontare ai bambini le storie che tanti anni fa rieccheggiarono tra quelle cime. Il nuovo percorso sarà inaugurato tra pochi giorni, il 18 di luglio… pronti per volare?

Se volete arrivare preparati e sapere tutto sulla leggenda di Walther canterino, scaricate il libretto QUI e leggetelo insieme ai vostri bambini!

 

Tutto quello che raccontano i sentieri del Renon

Per chi ama fare trekking, Collalbo, la località principale del comune di Renon, è un vero e proprio paradiso escursionistico nel cuore di una natura intatta. Qui c’è solo l’imbarazzo della scelta e i sentieri sono la via perfetta per incintrare nuove storie e vivere nuove avventure insieme.

Lo scorso anno, ad esempio, è stato inaugurato l’Hirtensteig, il Sentiero del pastore, percorso che si snoda per tre chilometri sopra il paese (tempo di percorrenza, circa un’ora) tra prati, boschi e malghe, toccando cinque “stazioni” che, grazie a dettagliate tavole tematiche e contributi video, coinvolgono grandi e piccini raccontando passato e presente di questo antico mestiere. Qualche idea? Tra le tavole informative si trovano, ad esempio, gli ingredienti dell’antica dieta dei pastori (latte di capra, farina, pane duro e Speck), ma anche i racconti di leggendarie battaglie che videro opporsi gli abitanti del Renon a quelli di Villandro.

 

Un’altra passeggiata adatta alle famiglie (percorribile anche con i passeggini), è quella che porta alle Piramidi di Terra: uno straordinario fenomeno naturale che si presenta come una distesa di pinnacoli col ‘cappello’, formati da coni di materiale morenico su ciascuno dei quali poggia un grande masso, creando così ingolari strutture di terra costituite da argilla morenica di origine fluvio-glaciale. Queste curiose formazioni geologiche si possono ammirare in diversi punti dell’altipiano, come Auna di Sotto o Soprabolzano, ma il punto di osservazione più facile da raggiungere è quello che si trova nella valletta di Rio Fosco sulla strada per Longomoso e Monte di Mezzo (circa mezz’ora a piedi partendo dalla stazione di Collalbo).
Se partite da Soprabolzano un’idea è affrontare il sentiero tematico che vi condurrà alle Piramidi in compagnia dei lama e degli alpaca al maso Kaserhof… sarà una passeggiata davvero magica (e con un’ottima merenda a base di speck)!

 

E se il vostro obiettivo è vedere gli animali, non resta che avventurarvi sul Funimal Forest, il Sentiero Selvaggio delle Meraviglie, appositamente studiato per avvicinarsi, divertendosi, all’universo della tipica fauna alpina di queste zone: attraversando otto stazioni il percorso si snoda da Soprabolzano fino al mulino del Lobishof. Non dimenticata la macchina fotografica e un taccuino per prendere appunti sui vostri avvistamenti… Tornerete a casa con un bellissimo diario di viaggio!

E per i più pigri?

Non perdetevi un vero e proprio tuffo nel passato grazie al divertentissimo Trenino del Renon, che collega Soprabolzano a Collalbo, e che vi farà viaggiare nel tempo su alcuni convogli formati da carrozze d’epoca rivestite in legno (due volte al giorno, sempre la mattina).
E poi, niente di meglio che passare qualche ora al Museo dell’apicoltura presso l’antico maso Plattner, per scoprire come si produce il miele e si allevano le api.

Per altre infomazioni sulle storie da incontrare in queste meravigliose zone, seguite questo sentiero…

Condividi questo articolo: