Davide Calì ci porta alla scoperta di un romanzo che ha tutti gli ingredienti per farci vivere un’avventura piena di colpi di scena (e di brividi), Uscita di sicurezza di Carla Anzile. Ed essendo il suo primo romanzo, non resta che indagare un po’ tra le righe…

 

Avevo intervistato Carla Anzile l’anno scorso, per una rubrica chiamata La tremarella del primo libro e all’epoca di tremarella Carla ne aveva parecchia! Il suo primo libro doveva essere questo, nel frattempo ne è uscito un altro che è stato anticipato, rubandole il primato. Uscita di sicurezza (Pelledoca) rimane però il suo primo romanzo e ora che finalmente è uscito, ho pensato di rifare due chiacchiere con Carla.

Allora dimmi, da quanti mesi non dormi?

Nella fatidica settimana dell’uscita credo di aver dormito due ore per notte, come quando si porta a casa un bambino appena nato. In entrambi i casi, tutta colpa dell’ormone della felicità.

Scherzi a parte, hai scritto questo romanzo a tempo di record, in un paio di mesi la scorsa estate. Ci racconti un po’ la trama?

Siamo in Cornovaglia e scompaiono un famoso libro di fumetti e un ragazzino autistico. I suoi tre amici lo cercano, infilandosi in una girandola di pericoli ed avventure. La soluzione dei misteri porterà in Italia, in una villa che esiste veramente, a Brugnera, nel Pordenonese.

Parlaci un po’ di Pelledoca. Come hai lavorato con la casa editrice? Ti sei trovata bene?

Neppure nei miei sogni più arditi avrei potuto immaginare di esordire con a una casa editrice di tale qualità. Quando l’ho saputo ho fatto letteralmente i salti di gioia; dopo qualche minuto però, è arrivata la paura di non essere all’altezza delle loro aspettative! Invece lavorare con loro è stato facilissimo, c’è stata subito sintonia su tutto: dalle correzioni sulle bozze alla decisione della copertina (la cui cura è uno dei loro tratti distintivi).
Amo dire che Lodovica Cima e i tipi di Pelledoca, per aver creduto in me, si meritano il premio “scommettitori dell’anno”.

Quando ti ho intervistato l’ultima volta avevi un sacco di progetti. Hai portato avanti qualcosa?

Da mesi progetto un fantasy ambientato in un mondo dove ciascuno ha a disposizione due personalità. Il tema della duplice identità pervade tutte le vicende, e c’è una caratterizzazione che mescola steampunk ed ecologia.
Poi mi piacerebbe davvero scrivere una storia su una ragazzina che soffre per il suo sovrappeso: io ne so qualcosa, le idee sgorgano spontanee!

Tu sei un’insegnante delle elementari (o scuola primaria come piace chiamarla a qualcuno). I tuoi bambini sanno che la loro maestra è diventata una scrittrice? Che cosa ne pensano?

I miei alunni sanno che scrivere è il mio hobby nel tempo libero e quando glielo ricordo fanno una faccia fra lo schifato e l’incredulo. Ma no, non ho avuto il coraggio di raccontare loro delle mie pubblicazioni estive: rimedierò appena si tornerà a scuola, ma qualcosa mi dice che è un segreto di Pulcinella!

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