Per cambiare passo ci vuole coraggio. E ci vuole coraggio per farlo inseguendo le proprie passioni. Susy Zanella lo ha fatto: voleva la luna e qualche anno fa ha realizzato il suo sogno di diventare illustratrice, così in libreria sono arrivati molti suoi albi. L’ultimo si intitola Nuvolario (Nomos Edizioni) e Davide Calì l’ha incontrata per farsi raccontare come si fa a volare fino alle nuvole (e oltre). Godetevi la sua intervista, che inaugura una carrellata di articoli sui talenti emergenti: autori, illustratori e creativi che hanno inseguito un sogno e sono riusciti a realizzarlo… E voi che sogno avete?

 

di Davide Calì

 

Suzy tu sei letteralmente “esplosa” negli ultimi due anni, pubblicando un sacco di libri. Che cosa è successo? Raccontaci!

Non saprei, è stato inaspettato anche per me, ho sempre desiderato intensamente fare l’illustratrice, e anche se sono “esplosa” negli ultimi anni in verità dietro c’è una storia molto più lunga, infatti è da quando frequentavo l’Accademia di Belle Arti a Bologna che volevo diventare un’illustratrice, e da allora sono passati 20 anni, in quegli anni passati ho sempre continuato a disegnare frequentare corsi di illustrazione di ogni tipo, c’è stato un periodo che i miei libri li auto producevo e provavo a venderli ai mercatini e online, non ho mai abbandonato il mio sogno.
Però prima di iniziare ufficialmente questo percorso e dedicarmi completamente all’illustrazione, ho dovuto prendere anche una decisione importante, quello di lasciare il lavoro come grafica a tempo indeterminato che facevo da quindici anni, così tre anni fa ho lasciato il lavoro, non avevo nessun contratto editoriale, non avevo nessuna certezza, è stato davvero un salto nel buio, dopo qualche mese però ho avuto la proposta di realizzare ufficialmente il mio primo libro illustrato “Voglio la Luna” per Editoriale Scienza, contemporaneamente ho avuto un incontro con Sassi Junior interessato a pubblicare “Quando mi sveglio”, poi nello stesso periodo Edizioni Clichy ha accettato di pubblicare “Un’ombra sulla luna”, così è iniziato tutto.
Ero talmente felice che la luna mi avesse, in un certo senso, accompagnata, che me la sono tatuata sulla pelle.

 

Leggo nel tuo curriculum che hai partecipato a diversi concorsi, e ne hai anche vinto, diversi. A parte la soddisfazione nell’essere selezionata per una mostra o per un premio, i concorsi ti hanno portato qualcos’altro?

Nel 2017 dopo aver vinto il secondo premio come Miglior Tavola Digitale al XI Concorso Lucca Junior, tema “Rose nell’insalata” omaggio a Bruno Munari (ci tengo molto a sottolineare il tema del concorso perché per me è davvero importante), ho comprato un braccialetto d’argento come simbolo di buon auspicio, come amuleto magico, come portafortuna, che ho iniziato ad indossare sempre, chissà forse è stato anche per merito suo che sono diventata un’illustratrice.
A parte gli scherzi, nel mio caso non credo che i concorsi abbiano davvero contribuito a spianarmi la strada, gli editori che hanno iniziato a collaborare con me credo che non fossero a conoscenza dei premi vinti.

 

Tempo fa mi dicevi che incontrare Maddalena Schiavo e i suoi testi è stata un po’ una svolta per te. Come vi siete conosciute? E com’è lavorate insieme di solito?

Maddalena Schiavo l’ho conosciuta circa tre anni fa, ancora non avevo pubblicato nulla ne avevo contatti con le case editrici, un pomeriggio ho trovato sul cellulare alcune chiamate da un numero sconosciuto, era lei che mi cercava, ci siamo conosciute così, lei aveva un testo che parlava di un “Gufo”, aveva visto alcuni miei disegni ed era interessata a collaborare con me, dopo qualche mese ci siamo incontrate alla fiera di Bologna per parlare del progetto “Gufo” con una casa editrice, di cui non si fece più nulla, lei poi mi invitò a partecipare ad un corso di scrittura creativa tenuto da Davide Calì, da allora siamo diventate amiche, ora collaboriamo insieme.
Lavoriamo benissimo insieme, oltre ad un buon rapporto professionale e lavorativo, abbiamo gli stessi punti di vista, fin’ora siamo state d’accordo su tutto, e questo secondo me è perfetto per continuare a fare delle cose insieme, alla base c’è rispetto reciproco e tanta sincerità che per me è fondamentale nei rapporti con gli altri.

 

Quali sono i tuoi modelli, se ne hai, come illustratrice? C’è qualche illustratore che segui particolarmente?

Non seguo un modello preciso, non ho un illustratore preferito, seguo tutto quello che serve per prendere ispirazione, ultimamente mi sono fatta ispirare dalle sculture del “Parco dei Mostri” di Bomarzo, dalle bellissime sculture del “Giardino dei Tarocchi” di Niki De Saint Phalle, sto guardando i disegni di Ernst Haeckel, la botanica parallela di Leo Lionni, compro moltissimi libri illustrati, la maggior parte sono di divulgazione come i libri illustrati di Aina Bestard e di “Guillaume Duprat.
Ma guardo anche moltissimi cartoni animati: “Lo straordinario mondo di Gumball”, “Adventure Time”, “Steven Universe”, li adoro ci trovo sempre delle chicche di genialità, e tanti spunti da prendere in considerazione.
Il mio intento è quello di dare un sapore diverso ad ogni progetto, non voglio che le illustrazioni dei miei progetti si confondano tra loro, ogni progetto deve avere un’identità riconoscibile, è il motivo per cui mi documento su tanti generi e stili diversi.

 

E invece autori con cui vorresti lavorare?

Ci sono moltissimi autori davvero bravi e con un curriculum eccezionale: Fabrizio Silei, Teresa Porcella, Davide Calì, Giovanna Zoboli, mi piacerebbe molto un giorno, poter collaborare con loro.

 

Tu sei appena uscita con un libro, davvero molto bello, sulle nuvole. Quanto tempo hai impiegato a realizzarlo e a studiare per farlo? Ma soprattutto, sei sicura di aver fatto tutto perbene? Tu lo sai, da qualche parte c’è un bambino esperto di cirrocumuli che non aspetta altro che tu sia invitata a incontrare la sua classe. Non lo temi?

Nuvolario. Atlante delle nuvole

Io e Sarah Zambello ci siamo conosciute, allo stesso corso di scrittura creativa tenuto da Davide Calì insieme a Maddalena Schiavo, dopo circa un anno dal nostro incontro, era maggio del 2019, lei mi contattò per raccontarmi l’idea del suo progetto “Nuvolario” e per chiedermi se volevo farlo insieme a lei, già il nome stesso “Nuvolario” mi aveva convinto ma chi mi conosce sa quanto sono fissata con le nuvole, per cui ho accettato immediatamente e con grande entusiasmo. Così per mesi abbiamo pensato a come strutturare il progetto, non avevamo ne testi ne immagini, per cui prima di fare tutto il lavoro avevamo bisogno di sapere se qualcuno c’è lo avrebbe pubblicato, abbiamo studiato una traccia da seguire, avevamo bisogno di definire bene il tipo di prodotto da proporre, per cui calcolare più o meno la quantità di pagine e il formato, le doppie piene e le schede tecniche insomma ci abbiamo messo mesi solo a studiare il progetto.
Una volta trovata la struttura più idonea, ho realizzato un paio di tavole preparatorie, e un paio di bozze di copertine, Sarah l’indice e alcuni testi, a febbraio del 2020 abbiamo avuto l’incontro con la casa editrice, la Nomos Edizioni, alla quale abbiamo presentato l’idea del progetto completo; definito il lavoro e le tempistiche, per essere pubblicato a novembre, il libro doveva essere concluso a fine agosto, per cui sono stati necessari altri 6 mesi di lavoro, di ricerca, di fotografie e di notte insonni, per consegnare tutto.
Durante la lavorazione delle immagini mi rilassavo solo quando realizzavo le schede tecniche, mi sono assueffata di nuvole, ne ho fatto quasi indigestione, le ho confuse parecchie volte, a volte le ho anche odiate, avevo sentito dire che ritrarre una nuvola era difficile, ma credo che forse il termine giusto fosse quasi impossibile, non è stato facile realizzare una nuvola che fosse reale e riconoscibile, che fosse corretta nella sua composizione di ombre, luci, colori e sfumature, sono impazzita a guardarle e ad analizzare ogni loro aspetto, credo sia per questo che ho passato molte notti insonni, a sognare di colorare le nuvole.
I progetti poi, quando mi entrano dentro mi travolgono completamente e la mia testa è sempre occupata a pensare a loro fino alla loro conclusione.
Per cui, alla domanda credi di aver fatto tutto bene? No, non lo credo, e forse mi aspetto anche qualche critica.

 

Scherzi a parte, incontri i bambini? Fai laboratori? Ti piace?

Ho iniziato a fare i laboratori per bambini ancora prima di pubblicare, tutt’ora li faccio insieme alle autrici che collaborano con me, è un’esperienza sempre bellissima, e poi ai laboratori c’è sempre un bimbo o una bimba affettuosa, che vuole abbracci e coccole e che ti tiene lì vicino a se per raccontarti tante cose interessanti.

 

Per concludere, se vuoi, puoi elencarci tutti e 23 libri tuoi che usciranno l’anno prossimo.

Ha ha ha! Si è vero in due anni ho pubblicato molti libri, ma tanti progetti erano già stati realizzati molti anni fa, erano solo in attesa di essere pubblicati, come ad esempio “Un’ombra sulla luna”, “Prima era uno, “Una rabbia da Leone”, “Il coccodrillo in bicicletta” , “Quando mi sveglio” e tanti altri.
Per il 2021 uscirà un bellissimo progetto di divulgazione scientifica, alcune fiabe classiche, un nuovo ma vecchio progetto sempre in collaborazione con Maddalena Schiavo, e se cerco bene nei cassetti forse trovo qualche storia in attesa di essere pubblicata, così arrivo a pubblicare 23 libri!

 

Chi è Susy Zanella

Susy Zanella Ferrarese, classe 1978, ha iniziato a disegnare fin da piccolissima facendo i volti dei suoi personaggi al contrario. Già allora pubblicava, fai da te, giornalini con fumetti e quiz che regalava alle amiche. Ha seguito la passione per il disegno frequentando l’istituto d’arte Dosso Dossi di Ferrara, successivamente l’Accademia di Belle Arti di Bologna, più svariati corsi di illustrazione. Ha lavorato per 15 anni come grafica prima di realizzare il suo sogno di diventare Illustratrice.
Ha partecipato e vinto numerosi concorsi di illustrazione, tra i più significativi il secondo Premio al XI Concorso per Fumettisti e Illustratori Lucca Junior “Rose nell’Insalata” tributo a Bruno Munari e per due anni consecutivi il primo premio al concorso “Librifattiamano” di Pieve Santo Stefano.
Ora collabora con importanti case editrici italiane, Editoriale Scienza, Sassi Junior, Edizioni Clichy, White Star, Pulci Volanti, Nomos Edizioni e Bacchilega Junior.

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