L’abbiamo aspettata a lungo, perché rimandata di un anno a causa della pandemia, ma finalmente KUSAMA: Cosmic Nature, la grandiosa mostra organizzata dal New York Botanical Garden e dedicata a una delle più amate artiste contemporanee ha riempito i giardini della Grande Mela di colori, bolli, sfere, fiori, zucche e di tutto quel mondo visionario a cui ci ha abituati Yayoi Kusama.

 

Se siete tra quelli che stanno immaginando il loro prossimo viaggio – non appena l’idea del viaggio ritroverà il senso proprio dell’esplorazione (e sperimentazione) fisica dei luoghi – lasciatevi cullare dall’idea di visitare New York e, naturalmente, di immergervi tra le opere che raccontano tutta la carriera della geniale artista giapponese. Sarà un viaggio dentro il viaggio. Un percorso obbligato non solo nell’arte, ma anche nell’animo tormentato di una donna che ha saputo inseguire il suo sogno, andare contro le convenzioni sociali della sua cultura, rompere gli schemi e incantare il mondo.

KUSAMA: Cosmic Nature porta a New York la profonda fascinazione per il mondo naturale e tutte le sue manifestazioni che Yayoi sperimenta a cominciare dalla sua infanzia, trascorsa nei vivai e nelle serre di famiglia nel bellissimo paese di Matsumoto, in Giappone. Il potere immaginifico e vivificante della natura entra nei suoi occhi e nella sua anima fin da quando è bambina, per poi pervadere ogni sua opera. La natura è viaggio e nello stesso tempo balsamo che cura le ferite causate da una difficile relazione con la madre, che l’avrebbe voluta donna di casa e sposa, come nella migliore tradizione giapponese.

Ascension of the Polka Dots on the Trees, 2020/2021, The New York Botanical Garden. Collection of the artist. Photo by Robert Benson Photography

Per fortuna, Yayoi continua a inseguire il suo sogno di diventare artista e, a 28 anni, decide di mettere i suoi disegni e i suoi kimono in valigia e partire per New York, luogo lontano che per lei rappresenta finalmente la possibilità di esprimersi liberamente. A New York la vita non è facile e la Kusama attraversa anche un periodo di gravi difficoltà economiche. Come sempre, è la sua arte a salvarla: Yayoi lavora giorno e notte senza sosta e nel 1959 riesce finalmente a realizzare la sua prima mostra personale, dove saranno esposte anche le sue famose Infinity Nets, tele lunghe fino a 10 metri, simbolo dell’infinito nel quale lei poteva dare espressione al suo mondo interiore. Un mondo che non è mai stato facile, ma che alla fine la porta al successo. Da New York a Venezia (alla Biennale del 1966 fu presentata la sua Narcissus Garden, che oggi potete ammirare al NYBG), i suoi pois cominciano a vestire tutto il mondo: li troviamo non solo sui muri e per le strade, ma anche su vestiti e magliette. E in stanze piene di specchi in cui i puntini si riflettono all’infinito. E oggi la sua arte torna a New York, proprio nei luoghi in cui aveva trovato le sue conferme.

L’esibizione al New York Botanical Garden non è una mostra unica, singola e ferma, ma come l’arte di Yayoi, continuerà a stupire il visitatore in base al susseguirsi delle stagioni. Come il cosmo e la natura, l’esibizione sarà infatti in ciclica evoluzione: tulipani e iris in primavera, dalie e cicerchie odorose in estate, zucche e crisantemi in autunno. Scegliete la stagione che preferite e immergetevi in un sogno: quello personalissimo dell’artista, quello che abbraccia un pensiero più universale e, naturalmente, il vostro. 

I Want to Fly to the Universe, 2020, The New York Botanical Garden. Courtesy of Ota Fine Arts e David Zwinner. Collection of the artist. Photo by Robert Benson Photography

Tra le opere create in esclusiva per la mostra, troverete Flower Obsession (2017/2021), che celebra la primissima passione di Yayoi per i fiori; Dancing Pumpkin (2020), una scultura monumentale presso la Haupt Conservatory Lawn; I Want to Fly to the Universe (2020), Un’altissima installazione al Visitor Center; e l’imperdibile Infinity Mirrored Room—Illusion Inside the Heart (2020), un’istallazione esterna che riflette l’ambiente in cui è immersa. La mostra saràò visitabile al New York Botanical Garden fino al 31 ottobre 2021

 

La curiosità

E per prepararvi meglio alla visita con bimbi al seguito, non perdetevi il bellissimo albo Yayoi Kusama. Da qui all’infinito, di Sarah Suzuki ed Ellen Weinstein (Fatatrac/Moma). Io lo racconto qui, in un progetto realizzato in collaborazione con Style Piccoli e Pitti Immagine Bimbo.

 

 

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