a cura di Davide Calì

 

Angelo Mozzillo ha appena vinto il Premio Andersen e il super-premio intitolato a Gualtiero Schiaffino, con Io sono foglia, illustrato Marianna Balducci e pubblicato da Bacchilega Junior. Un paio di settimane fa è uscito il suo nuovo libro, Pesciolino è stato il primo (Terre di mezzo). Ne ho approfittato per fargli qualche domanda e già che c’ero per farne un paio anche ad Alice.

 

Cinque domande ad Angelo Mozzillo

 

Angelo Mozzillo

Innanzitutto raccontaci: com’è vincere il Premio Andersen?

Penso che il primo impatto a una notizia così portentosa cambia dalla sensibilità di chi la riceve. Io, per esempio, sono molto lento su queste cose. Ci ho messo un po’ a convincermi che non era uno scherzone organizzato da te per mettere me e Marianna in imbarazzo! Quando poi ho capito che era tutto vero, che in effetti con Io sono foglia abbiamo vinto l’Andersen, allora è stata gioia immensa.
Ora sono nella fase in cui cerco di convincermi che è vera anche quella storia del Superpremio Andersen. O stavolta è davvero un tuo scherzone?

 

Dopo le foglie autunnali con Pesciolino di porti al mare. Di cosa parla la storia? Come ti è venuta in mente?

Parla di un giovane pesce ossessionato dall’arrivare per primo nel suo piccolo pezzo di spazio inesplorato. Presto però si rende conto che, prima di lui, erano arrivate già altre creature del mare. Dovrà allora decidere che fare: battersi per capire chi sia arrivato prima o decidere di prendere il meglio da questa nuova convivenza?
Questa storia mi è venuta in mente di notte, mi ha svegliato nel sonno e ho dovuto subito appuntarmela per non perdere lo spunto.
In un mondo dove ancora si parla tanto di confini, di divisioni, di muri, frontiere e rimpatri, avevo voglia di raccontare una storia in cui si capisca che isolarsi non è poi questa grande soluzione.

 

Pesciolino è il secondo libro che fai con Alice Piaggio: ma allora non è vero che sei tremendo come dici con le illustratrici, se vogliono rilavorare con te! Oppure l’hanno obbligata?

Dirò di più: in Il Natale dell’Orco Narice abbiamo lavorato insieme per caso. Qui invece ho chiesto specificamente di poter lavorare con lei, e lei stranamente non mi ha mandato a quel paese.

 

Scherzi a parte, come è stato lo scambio con Alice? È stato diverso dal vostro primo libro?

Cambia prima di tutto la stagione: dopo aver parlato di Natale (anche se a modo nostro) qui ci siamo buttati su un albo dal sapore più estivo. Ma resta forte un certo gusto ironico di fondo, potenziato dalle illustrazioni di Alice. Insomma, con lei mi trovo davvero bene!

 

Cinque domande ad Alice Piaggio

 

Alice Piaggio

Ciao Alice, la prima cosa che vorrei chiederti è come hai scelto la palette: pesci rosa e gialli?

Chi l’ha detto che i pesci sono solo tutti blu e azzurri? Siete mai stati nella barriera corallina? Laggiù è pieno di pesci gialli a pallini blu o a strisce bianche e rosse… e poi ho pensato che ad una storia così originale si poteva abbinare solo una palette altrettanto originale!

 

Se non sbaglio è la prima volta che fai un libro con animali e per di più un po’ insoliti. Come ti sei trovata?

Non avevo mai disegnato tanti pesci e animali marini prima di Pesciolino è stato il primo, è stato divertente! Qualcuno potrà pensare che sia noioso disegnare tanti pesci, ma in realtà l’universo acquatico è ricco di forme e colori delle più variegate. Sono felice di aver arricchito il mio repertorio fatto di cani, orchi, umani, supereroi e dinosauri.

 

A cos’altro stai lavorando al momento?

In questo momento lavoro ad un nuovo libro che parla di un bimbo un po’ preoccupato per l’arrivo di un fratellino (che, da primogenita, ha tutta la mia comprensione).

 

Una domanda personale: tu adesso vivi in Svizzera, è cambiato qualcosa nel tuo lavoro? Com’è stato passare dal mar Ligure alle montagne del Ticino?

Traumatico, all’inizio, ma ora mi sono ambientata: il lago non è il mare, ma avere le montagne innevate a mezz’ora di macchina non è poi così male per un’amante dello sci (e degli slittini).

 

Ma senti, detto tra noi, davvero hai scelto tu di lavorare di nuovo con Angelo?

Con Il Natale dell’orco Narice è scoccata la scintilla tra autore e illustratore, non potevo assolutamente rinunciare alla possibilità di lavorare a Pesciolino con Angelo, non sarai mica geloso?

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