Natura morta
Sole di Samuel Fastlicht, 1951 Olio su masonite
Galeria Arvil, USA
©Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, México, D.F. by SIAE 2018

Che cosa raccontano le opere della grande artista messicana ai bambini? Parlano di una bimba che vive in una grande casa blu con un giardino pieno di piante e uccelli meravigliosi. Una bimba che sognava di volare e che invece si è ammalata. E mostrano la forza dei suoi sogni, l’energia e la passione che da grande la faranno diventare un’icona. Nonostante un brutto incidente e tutte le fragilità che ne conseguiranno. I suoi dipinti regalano un’immagine suggestiva e fortissima della sua cultura e della sua terra. Narrano di amori, dolori, lotte e vittorie.

Da dove cominciare? Al Mudec di Milano, una delle mostre più attese di questa stagione, Frida Kahlo – Oltre il mito (fino al 3 giugno) ha portato in città un mondo esuberante (e spesso sofferente), tutto da scoprire e ripercorrere attraverso un racconto inedito che ci parla della grande artista messicana da un punto di vista nuovo. Portando in scena creatività, forza, passione e resilenza.

Diego nella mia mente, 1943 Olio su masonite
The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20th Century Mexican Art and The Vergel Foundation.
© Gerardo Suter
© Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums
Trust, México, D.F. by SIAE 2018

Come impostare una vista insieme ai bambini? Partendo dalla sua terra, il Messico. La vivacità dei colori, i profumi, gli animali, le piante dalle forme bizzarre, le atmosfere dense e un po’ surreali in cui tutti questi elementi si muovono: ecco le immagini strane e meravigliose che permeano la cultura messicana e che sono uno degli ingredienti fondamentali dell’arte di Frida. Seguendo il filo conduttore del colore e delle ambientazioni legate alla sua terra si potrà costruire un percorso attraverso la mostra che permetterà a grandi e bambini di portarsi a casa cartoline da una cultura lontana, emozioni intense e l’idea che con la forza e la passione dei propri sogni si possa andare oltre le convenzioni e affermare sempre le proprie idee.

Quattro le sezioni in cui è divisa l’esposizione. La donna. Frida Kahlo è stata la prima artista donna a fare del proprio corpo una sorta di manifesto, politico e rivoluzionario, mettendo al centro dell’opera una femminilità intensa, esplicita ed estremamente sfaccettata: i ritratti e gli autoritratti sono un segno poetico e un veicolo per dialogare con lo spettatore circa la fragilità, la sofferenza, l’emotività, i sogni e le paure che attraversano anche tutti noi.

La terra. L’interesse verso gli elementi della natura, da quelli più esuberanti che ne riportano un’immagine archetipa ai più piccoli dettagli che colorano la sua quotidianità, contraddistingue moltissime sue opere, portandoci direttamente in Messico. In un viaggio dei sensi tra simboli e paesaggi naturali. Non sarà difficile innamorarsi  dei toni pieni e vibranti, degli scorci surreali e dei tanti elementi naturali e animali che paiono uscire dai suoi quadri e venirci incontro.

La politica. Le immagini di Frida sono anche un potentissimo veicolo di tensione politica: attraverso le sue immagini passano la resistenza sociale e l’opposizione, la dolente contraddizione tra giustizia e ingiustizia, bene e male, forza e fragilità, libertà individuale e controllo sociale. Nei suoi quadri si può quindi leggere anche un potente spaccato della storia e della cultura del Messico postrivoluzionario.

Il dolore. La sua arte è spesso stata definita una vera inconografia del dolore. Una sofferenza gridata, quasi violenta, pronta a toccarti nel vivo del tuo personale, mettendoti di fronte alle tue paure. Un dolore che per i bambini è racconto biografico, della malattia, dell’incidente e di tutta la fatica necessaria per riprendersi. Ma è anche uno specchio di tutte le paure e le prove che quotidianamente si affrontano per crescere. Insomma, anche il dolore ha una grande potenza comunicativa e riesce a trattenere lo sguardo dello spettatore. Bambino o adulto che sia.

Ai bambini e alle scuole il dipartimento didattico del Mudec dedica percorsi e laboratori ad hoc, perfetti per entrare nel vivo dell’arte di Frida Kahlo. Per le famiglie, tutti i sabati e le domeniche è organizzata la visita animata Fiesta con Frida! Alla fine non dimenticate di lasciare a vostra traccia sul Frida Wall, il murales del Mudec Lab in omaggio all’artista. Per chi ama il teatro, inoltre, c’è la possibilità di partecipare a una visita teatralizzata o di assistere allo spettacolo Viajo solo: incontrando Frida Kahlo, una produzione Pleiadi Art Productions – Campsirago Residenza. Trovate tutte le info qui.

E per prepararsi meglio alla visita, ecco tre bellissimi albi, da sfogliare inseime.

Io sono Frida, di Sophie Faucher, illustrato da Cara Carmina (Rizzoli): un emozionante viaggio attraverso l’infanzia di Frida, bambina piena di energia e di curiosità verso il mondo. Le tavole dettagliate e intensissime di Cara Carmina ci porteranno per mano alla scoperta del suo mondo, un universo a cui neanche la malattia toglierà colore. Un universo visto attraverso occhi spalancati, che ricordano grandi finestre. Da questo albo è tratta l’illustrazione in apertura.

Frida Kahlo, di Maria Isabel Sánchez Vegara, illustrato da Gee Fan Eng (Fabbri Editori): è uno dei titoli della collana Piccole Donne, Grand Sogni che racconta le vite di artiste, scienziate, avventuriere e icone di stile che da bambine avevano un sogno e l’hanno inseguito ad ogni costo. Non sarà difficile entrare nelle tavole di Gee Fan Eng e ritrovarsi subito nell’universo, declinato in colori saturi e forme tondeggianti, dell’artista messicana, comprendendo come da un grande dolore possa nascere un grande talento.

Frida, di Sébastien Perez e Benjamin Lacombe (Rizzoli). Un libro denso e malinconico, in cui si attraversano i grandi temi della vita, dalla malattia alla maternità, fino alla morte. Uno su tutti domina il percorso attraverso il potere salvifico e rigenerante della sua arte, l’Amore, che in questo albo è sinonimo di passione e rinascita. Una lettura ideale, da fare insieme, per avvicinare i bambini all’arte della pittrice messicana e scoprirne le sfumature più intime.

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