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Un momento dell'inaugurazione della mostra Il Bestiario d'Italia, di Gabriele Pino - ph. Marco De Scalzi

Lasciar andare un’esperienza intensa come quella che ho vissuto nei giorni del Festival, ancora oggi, a distanza di una settimana dalla fine, mi sembra decisamente più difficile di quanto potessi aspettarmi. Sono tornata a Milano con un bagaglio nuovo e la testa piena di parole e colori, quasi impossibili da riordinare. Per questo ho volutamente lasciato decantare un po’ (ma non troppo) la potenza delle emozioni che la prima edizione di Un Ponte di storie mi ha regalato. Sono davvero soddisfatta dei risultati raggiunti, perché questo Festival è nato da due grandi passioni: da una parte la letteratura per bambini e ragazzi e, dall’altra, le mie radici, il mio paese. Mettere insieme la magia delle storie con la ricchezza storica e umana di Ponte, creando un evento dedicato proprio ai bambini e ai ragazzi è stato un intenso, bellissimo lavoro. E se per me Un Ponte di storie ha rappresentato la realizzazione di un sogno, non posso che sperare che questo progetto possa continuare a far sognare grandi e bambini, accendendone l’immaginazione e invitando all’ascolto e alla condivisione.
Che cosa mi ha regalato Un Ponte di storie? Mi porto a casa prima di tutto la voglia di rimettermi subito al lavoro per pensare alla prossima edizione. L’energia e il calore delle tante persone che in quei giorni hanno vissuto e costruito il Festival, facendone un evento vivo e pulsante, proprio come lo avevo immaginato fin dall’inizio. Mi porto nel cuore affetti e incontri preziosi, stimoli e nuove idee (tante). E mi sono messa in tasca la sensazione che le casualità non esistono e che le strade delle persone che condividono una passione si incrociano in punti ben precisi. La vera fortuna è trovarsi all’incrocio giusto nel momento giusto. Io credo di essere stata davvero fortunata!

Ringrazio di cuore tutte le persone che hanno permesso e appoggiato la realizzazione di Un Ponte di storie, accogliendo la mia idea con entusiasmo e calore. L’elenco è un po’ lungo, ma ci tengo molto!
Il primo grazie va naturalmente a Francesca ed Elena, senza le quali il mio sogno sarebbe restato sogno. Abbiamo lavorato in sintonia (e instancabilmente) fin dal primo incontro, in un equilibrio perfetto fatto non solo di diverse competenze, ma anche di diverse personalità. Sono grata alla loro generosità (rara) e alla loro professionalità, perché solo da questo incontro poteva nascere un’esperienza così positiva.

Ringrazio il Comune di Ponte, la Biblioteca e tutta l’organizzazione di Ponte in Fiore per aver ospitato e dato fiducia al nostro progetto, dandoci modo di vederlo realizzato in un contesto così speciale
Ringrazio l’Istituto Comprensivo di Ponte e, in particolare, il dirigente scolastico Gian Luigi Quagelli, il cui aiuto è stato fondamentale per la costruzione di un evento in cui si potesse sentire tutta la nostra passione per la condivisione delle storie e la voglia di trasmetterla ai ragazzi, ma anche ai grandi!

Ringrazio gli ospiti, che hanno attraversato le strade della Valtellina, arrivando anche da molto lontano, per scoprire quali suggestioni si potessero nascondere nei cortili di Ponte: Pierdomenico Baccalario, Davide Calì, Mariapaola Pesce e Daniele Nicastro, tutti parte del progetto Omero – Gli scrittori raccontano i libri, che hanno saputo trasmettere ai ragazzi passione, entusiasmo e voglia di scoprire il mondo, partendo prima di tutto dalla loro realtà. Ogni loro intervento ha lasciato negli studenti un seme di bellezza su cui riflettere e attraverso il quale, magari, poter trovare uno stimolo nuovo per indagare la realtà. E crescere sempre più curiosi.

Ringrazio la vitalità, l’esuberanza e la potenza creativa degli illustratori che hanno guidato i bambini in percorsi immaginifici attraverso il colore, le forme e le parole: Bernulia con le sue composizioni naturali piene di poesia, Carolina Grosa con la sua valigia straripante di storie di viaggio e Gabriele Pino, con i suoi racconti di creature fantastiche e magie. Le tante risate  che abbiamo condiviso e l’ukulele di Carolina sono state una perfetta colonna sonora del Festival!

Ringrazio i ragazzi e i bambini, che hanno partecipato attivamente, con creatività e bellissime idee, alla costruzione di tutta la manifestazione e che hanno seguito incontri e laboratori con entusiasmo e curiosità. E ringrazio gli adulti che li hanno guidati.
Grazie a tutti quelli che sono passati dal Festival, per partecipare agli incontri o solo per curiosare un po’, e a tutte le persone di Ponte (ma non solo), che hanno colto le potenzialità di un evento pensato per i giovani e ci hanno dato supporto, affetto ed energia… cosa che mi rende ancora più orgogliosa di essere cresciuta in un paese dove i rapporti umani, quelli sinceri e profondi, sono ancora alla base della collettività.

Grazie a tutte le case editrici che hanno partecipato alla mostra Dialoghi con la Natura, per aver riempito i corridoi della scuola con albi e romanzi pieni d’incanto, a cui riserverò presto un articolo a parte. E grazie a tutti gli amici di Un Ponte di storie, che hanno reso possibile un Festival ricco e pieno di sorprese.

Grazie a Marco De Scalzi, che ha immortalato alcuni momenti del Festival negli scatti qui sopra… godeteveli!

Infine, un grazie speciale alla mia famiglia, che mi ha aiutata, consigliata e supportata in tutti questi mesi. Soprattutto alle mie ragazze, che anche se non sempre ascoltano le mie, spesso mi regalano le loro bellissime storie!

Ci vediamo nel 2019!

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