Pelledoca è nato da una grande passione per le storie.

Una passione che ha portato quattro amici a lavorare intorno a un tavolo, in una mansarda nel cuore di Milano, la sera dopo cena, nei weekend e in tutti i ritagli di tempo che la quotidianità concede. Ritagli preziosi, pieni di energia e creatività. Ritagli densi e intensi, che hanno saputo dar vita a un sogno: quello di creare una casa editrice di libri per ragazzi che ha come filo conduttore la paura e il mistero. Parliamo quindi di storie che, come dice il nome, fanno accapponare la pelle e mettono il lettore (ragazzi dagli 11 ai 14 anni) di fronte a interrogativi, enigmi da risolvere e sentieri lungo i quali guardare e affrontare le paure. Non solo quelle che attraversano i racconti, ma anche quelle che serpeggiano nella nostra vita di tutti i giorni, scorrono nel subconscio e a volte ci paralizzano. Come ci racconta Lodovica Cima, scrittrice per bambini e ragazzi, editor e ideatrice di Pelledoca, che mi ha accolto in redazione, mostrandomi dove e come nascono le storie che popolano lo scaffale di questa giovane realtà editoriale. Insieme a lei, a costruire l’anima di Pelledoca Editore ci sono anche Susanna Busnelli, Andrea Camerana e Luca Panzeri. Un’anima sfaccettata, ma dai contorni decisi.

 

Perché libri di paura e gialli?
Abbiamo scelto di essere molto specifici nelle tematiche e di rivolgerci prettamente a un pubblico di preadolescenti per due motivi. Da una parte abbiamo valutato che, essendo i nostri libri molto profilati, è più facile distinguerci e farci riconoscere dai lettori. Dall’altra abbiamo notato che nella scuola media i ragazzi o abbandonano del tutto la lettura (perché sono lontani da quello che consigliano i professori o occupano il loro tempo altrimenti;), oppure fanno parte di una piccola base di lettori fortissimi che però si lega a un unico genere e legge solo restando in quell’ambito. Un esempio eclatante è il fantasy, che ha avuto un grandissimo boom in questi ultimi anni. Così abbiamo voluto offrire un’alternativa specifica per questa età, abbiamo deciso di sondare il genere dei gialli, fascia ancora piuttosto inesplorata, e abbiamo creato Pelledoca.

Un’intuizione giusta, che propone ai ragazzi un’alternativa di grande qualità
Dopo 25 anni che mi occupo di letteratura per ragazzi ho l’esigenza di non seguire troppo il mainstream e di cercare di proporre qualcosa di alternativo. Siccome la ‘dieta di lettura’ di un ragazzo che deve crescere, comiciare scoprire il proprio gusto e costruire un senso critico, deve essere una dieta varia di letture, la missione di un piccolo editore secondo me è proprio quella di proporre prodotti diversi da quelli già sul mercato. Per questo abbiamo creato la collana OcchiAperti: racconti con illustrazioni, libri che fanno da ponte tra il romanzo e il fumetto vero e proprio e che incontrano bene l’abitudine e la necessità all’immagine dei ragazzi di oggi.

E che non solo cura molto i contenuti e il linguaggio, ma anche il libro come oggetto.
Sì, OcchiAperti è una collana curatissima sotto tutti i punti di vista, a partire dall’impaginazione e dall’attenzione alla scelta della carta. Oggi ha in catalogo quattro titoli: Piccola mappa delle paure di Andrea Valente, progetto che mi sta molto a cuore perché rappresenta una mappa di tutte le paure dei ragazzi di questa età; Blu di Beatrice Masini, una rivisitazione di Barbablu che punta i riflettori sulla questione contemporanea del femminicidio e che è caratterizzata da illustrazioni molto materiche fatte con la penna Bic; I misteri del circo Trepidini di Chiara Lorenzoni, che racconta di un’amicizia speciale e di un mistero su cui indagano i due protagonisti; Waldo Basilius di Tiziano Fratus è l’ultimo titolo e si tratta di una ‘fiabelva gotica’, come la definisce l’autore, in sui si descrive un mondo fantastico che, pagina dopo pagina, diventa metafora della crescita e della definizione del sé.

Poi c’è la collana dei romanzi più ‘classici’…
Sono i titoli della collana NeroInchiostro, che raccoglie storie molto varie e che vogliono dare al lettore diversi assaggi della paura e del giallo in senso stretto… perché, in fondo, ci sono molti modi di trattare il giallo. Tra i titoli usciti quest’anno, La macchina Tigre di Laura Pariani e Nicola Fantini, La giovane scrittrice la star e l’assassino della francese Caroline Solé e La leggenda di Berenson di Alessandro Zannoni.

Il tuo lavoro è cercare le storie, come fai per trovare quelle giuste?
Per quanto riguarda Pelledoca mi sono mossa cercando anche i grandi autori che non si erano mai misurati con la scrittura per ragazzi, come Alessandro Zannoni o Fratus. Mentre faccio questo tipo di ricerche, molti autori mi rispondono che non vogliono prendersi la responsabilità di scrivere per ragazzi, che non se la sentono, mentre molti altri si innamorano subito del progetto e rispondono con grande entusiasmo. La direzione è quindi sia di puntare su autori per ragazzi come Andrea Valente e Beatrice Masini, sia su scrittori che vogliano mettersi alla prova in questo senso.
Come editor vado molto a istinto, perché con l’autore bisogna stabilire un rapporto umano forte: l’editor entra nella storia ma anche nella vita dello scrittore che si mette in gioco ed è un equilibrio molto delicato… lo dico anche da scrittrice!

Il segreto?
Non bisogna mai essere giudicanti. L’editor accompagna e ottimizza la storia, deve entrare nel mood dell’autore che ha davanti, ma senza mai sostituirsi. Se si accorge che si sta sostituendo, deve smettere subito. In definitiva, si tratta di un esercizio umano bellissimo e io non potrei mai farne a meno!

E’ più difficile per un editor lavorare con autori che non hanno mai scritto per i ragazzi?
A volte sì, perché di solito il meccanismo che scatta in chi è abituato a scrivere per gli adulti è che si preoccupa di spiegare troppo. E finisce per scrivere cose noiosissime e quasi didascaliche. In questi casi il mio ruolo è quello di mediare e di far capire che non è necessario spiegare tutto, perchè bisogna rispettare il lettore, bisogna stimolarlo, ma senza dover spiegare tutto. Il libro è come la tavolozza di un pittore, dalla quale trarre le giuste sfumature.

Nuovi progetti in cantiere?
Stiamo lavorando su due nuovi progetti molto interessanti che usciranno in ottobre. Il primo è un lavoro con Otto Gabos, fumettista e scrittore che dirige l’Accademia di Bologna e che, essendo cultore sia della parola che del segno, realizzerà sia la storia che le illustrazioni. Si tratta di un illustrato, si intitolerà Complice del vento e sarà un racconto sviluppato attraverso l’alternanza di testo e sequenze di fumetto. Il secondo è un romanzo molto ritmato, Jackpot del tedesco Stephan Knösel, e la cosa interessante è che è stato tradotto da una classe di un liceo pugliese che ha seguito un progetto di alternanza scuola-lavoro con noi. Appena il romanzo sarà pubblicato, l’autore verrà in Italia per incontrare i ragazzi, così per loro si chiuderà il cerchio di una bella esperienza.

Ringrazio Lodovica per questa bella chiacchierata, piena di passione, stimoli e idee… torneremo sulle storie di Pelledoca Editore molto presto!

 

 

 

 

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