Intervista di Davide Calì

 

Tra i personaggi più amati del grande Tomi Ungerer, i tanti animali che ci hanno insegnato ad ‘aspettarci l’inaspettabile’, ce n’è uno che non smette mai di stupirci, Emil, il polpo gentile, che in questo luglio riemerge dagli abissi grazie alla casa editrice LupoGuido, nata a Milano da poco più di un anno, ma pronta a portare tra le mani dei bambini storie indimenticabili. Come racconta Virginia Portioli (editor e responsabile della comunicazione) in questa intervista di Davide Calì. E se non sapete ancora chi è Emil, provate solo a immaginare un grande polpo verde, campione di gentilezza, che insegna agli uomini che l’amicizia non ha confini…

 

Allora, Virginia, raccontaci: come è andata che LupoGuido si è aggiudicato Emil di Tomi Ungerer?

Ti dirò che, per quanto fortemente desiderato da subito, Emil ci ha fatto penare. Confesso infatti che la primissima mossa che ho messo in campo, appena ricevuto l’incarico di LupoGuido, è stata verificare che i diritti per Emil, Crictor e Ein Tag im Leben der Dorothea Wutz di Tatjana Hauptmann fossero liberi. Con Dorothea mi è andata subito bene (benissimo, col senno del poi…), mentre per gli altri due ho dovuto attendere che si svincolassero dalle precedenti trattative. Insomma, l’urgenza di rivedere a scaffale libri di questa portata è stata compagna di viaggio sin dal primo giorno.

 

Tomi è stato un grandissimo e questo suo ritorno in libreria in una nuova edizione è una bellissima notizia. State puntando altri libri suoi?

Certamente, oltre ad Emil, è imminente il ritorno di Crictor (a settembre), per poi continuare il prossimo anno con Rufus e Adelaide. Di comune accordo con Diogenes (l’editore svizzero che storicamente ne detiene i diritti) riporteremo in Italia tutta la serie degli animali al completo, in una veste completamente rinnovata, al pari di quelle francesi o tedesche, degna di un grande autore come Ungerer. Da qui l’esigenza anche di una nuova traduzione.
Rimettere a scaffale testi che qualche libraio conserva ancora nelle precedenti edizioni è di certo un’operazione rischiosa. Presentare quindi un libro sia rinnovato nella veste grafica, sia ripensato nel testo ci pareva necessario: per questo ci siamo affidati a Gabriella Tonoli, traduttrice di lungo corso, che collabora con noi da sempre e sa esprimere al meglio il nostro pensiero. Il compito è stato poi relativamente facile, perché è proprio nella ineluttabile semplicità senza fronzoli né secondi fini tipica di Ungerer – in un testo di quasi cinquant’anni e insieme di una contemporaneità spiazzante – che meglio si esprimono gli intenti di LupoGuido.

 

Hai voglia di raccontarci in due parole chi è e che libri pubblica LupoGuido?

LupoGuido è una strana creatura caninomorfa che nasce dall’incontro tra me e Guido Tommasi, raffinato editore ormai in campo da più di trent’anni, che ha deciso di realizzare un sogno nel cassetto: dar vita a una collana di libri per bambini. È così che il 15 marzo dello scorso anno ci siamo affacciati per la prima volta sul mercato editoriale con l’intento di riportare l’attenzione su una certa visione dell’infanzia attraverso le storie, il piacere della lettura fine a se stessa, priva di messaggi (morali) più o meno velati e capace di stimolare domande più che presentare risposte.
Il tutto condito da illustrazioni originali e di carattere, senza alcun limite stilistico o tecnico.
A catalogo si trovano libri d’altri tempi affiancati a libri contemporanei (ad oggi tutti tradotti, ma arriveranno presto novità “fatte in casa”), segni digitali affiancati a segni di matita, tenuti insieme da un unico, infrangibile, filo rosso: l’intento di riportare il bambino al centro della letteratura per l’infanzia.

 

E tu, di cosa ti occupi di preciso per LupoGuido?

Fatta eccezione per la parte grafica e per quella contabile, di LupoGuido mi occupo a tutto tondo: propongo i titoli da pubblicare, che siano pescati all’estero oppure proposte di nuovi autori e ne curo la parte contrattuale; ragiono, campioni e preventivi alla mano, sulle scelte di stampa; suggerisco da chi farci affiancare nelle traduzioni e mi diletto nelle revisioni (vanto, in questo campo, il nobile soprannome di “Zecca”… chi vuole intendere, intenda). In ultimo, mi diverto a girar per librerie a promuovere il nostro progetto editoriale, oltre a proporlo ai canali di stampa ufficiali e social.
Credo che per poter presentare al meglio la propria creatura bisogni amarla visceralmente e conoscerla in ogni punto, virgola e virgoletta, per questo mi risulterebbe difficile pensare al mio lavoro senza questa visione a trecentosessanta gradi.

 

Hai scovato altri “tesori” di recente?

Se per “tesori” intendiamo cose vecchie, sepolte e preziosissime, direi proprio di sì: il prossimo anno presenteremo un titolo di Ludwig Bemelmans del 1953 che, nonostante non abbia la fama di Madeline, mi è parso un gioiellino imperdibile. Me l’ha fatto scoprire Nadine Robert, editrice canadese di cui apprezzo molto gusto e pensiero, che l’ha recuperato per la sua Le Lièvre de Mars, e l’ha magistralmente rimesso in pista con un perfetto aggiustamento grafico. È stato amore a prima vista!

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