Cosplay2 Cartolina da Lucca Cartolina_ Colleghi stand - Fine
<
>
Frankenstein in visita allo stand del Castoro

Per avere idea di cosa mi sia effettivamente persa al Lucca Comics & Games ho voluto esplorare il punto di vista di diversi amici che erano al festival per diversi motivi. Tra questi, ho raccolto il racconto prezioso di Paola Malgrati, responsabile ufficio stampa de Il Castoro, che mi ha fatto venire un’idea…

Le #cartolinedalucca di Paola sono davvero avvincenti e piene di sorprese: non solo ha dovuto presidiare uno stand ricchissimo di nuove uscite, ma si è anche persa per la città insieme a Baltazar (che emozione!), ha costruito labaroratori meravigliosi con Silvia Vecchini e Sualzo, ha consigliato un libro a Frankenstein e ha chiacchierato con tutta la banda di La casa di carta. Dopo questa chiacchierata, ho scoperto anche che io e Paola, oltre a molte passioni comuni, condividiamo anche la stessa certezza, cioè che ‘le coincidenze non esistono’: ci sono vite e storie destinate a incrociarsi per far nascere nuove, starordinarie avventure.
Comunque, ho deciso che l’anno prossimo mi travestirò da graphic novel e mi mimetizzerò un po’ nel loro stand… vale?

 

Perché sei andata a Lucca Comics and Games?

Sono andata a Lucca per vari motivi. La “scusa” principale è stata il mio lavoro di ufficio stampa per Il Castoro. Le trasferte a Lucca sono sempre impegnative, ma molto divertenti per tutto l’imprevedibile che accade, insieme agli incontri nuovi e alle persone che ritrovi. Per Lucca quest’anno abbiamo messo in piedi tanti eventi e laboratori che era finalmente venuto il momento di seguire e, per di più, con autori come Silvia Vecchini, Sualzo e nuove conoscenze per me, come Laura Tenorini e Mirka Ruggeri. E in aggiunta abbiamo avuto un grande ospite internazionale, Armand Baltazar, un autore che non vedevo l’ora di conoscere di persona dopo aver lavorato alla promozione del suo libro, Timeless, che mi ha affascinato moltissimo. Ed era ospite a Lucca con una mostra personale davvero strepitosa. Grande emozione. Dico sempre che per capire che cosa sia Lucca Comics ci devi andare, descriverlo a parole è impossibile. Ed è il suo bello.

La cosa più divertente che hai fatto?

Tante, e tutte assieme, la vita da festival e tutto quel che ci passa in mezzo. Sicuramente aver consigliato un graphic novel a Frankenstein non mi era mai capitato. E non è stato niente male. Ci siamo trovati.
Mi diverte sempre moltissimo sostare in area performance per osservare tanti artisti all’opera e scoprirli attraverso quello che fanno lì davanti ai tuoi occhi. Ci starei ore.
E poi mi diverte perdermi di continuo, e mai come quest’anno! Camminare per Lucca nei giorni del festival è un piacere continuo nel perdere la direzione, bombardati da stimoli e scene incredibili di un’umanità che non ti aspetti. Tutto questo diventa un po’ più complicato se devi guidare il tuo malcapitato ospite, per esempio, verso una meta precisa per eventi o interviste, facendo però ogni genere di domanda che hai in serbo da mesi e rallentando il passo se incontri un Peaky Blinder, o Popeye che canta con la voce perfetta o l’intera banda della Casa di Carta che ti promette una rapina epica. In questi tragitti in compagnia ho avuto la piacevole sensazione di non poter mai arrivare da nessuna parte. Ma è stata un’occasione unica di grandi racconti che conserverò a lungo, grandi risate e creazione all’impronta di percorsi pedonali alternativi da videogioco in stile surviving.

 

La scena che non ti dimenticherai più?

È in realtà una scena che si ripete ogni anno, ma mi lascia sempre a bocca aperta e non mi ci abituo mai. Camminare al mattino presto per Lucca, ancora assonnati e immersi nelle prime chiacchiere mattutine tra colleghi-amici e scoprire che il mondo è sveglio da molto prima di te e ha già preso le sembianze di code infinite in paziente attesa dell’apertura dei padiglioni in centro città, alla ricerca di nuovo fumetto, per un firmacopie o un evento. O chissà. Essere lì col sole o sotto la pioggia, per una passione. Bellissimo.

 

Il tuo cosplay preferito?

L’incontro con Frankenstein al nostro stand è stato una folgorazione, era immenso e interessato alle storie che amo di più. Ma per strada anche una bimba con suo papà, credo, in raffinato stile steampunk. Vestiti in maniera ineccepibile, elegantissimi ed eccoli qui.

 

E alla fine, cosa ti sei portata a casa?

Una grande energia, pur nella stanchezza. Lucca Comics è un concentrato di creatività e arte, tanta follia, di incontri fortunati e stimoli continui. Che poi tutto questo lo fanno le persone, come sempre, che siano colleghi, autori e autrici, artisti che ammiro, persone che sfioro magari per un attimo o che mi finiscono nelle tasche, e alla fine me le porto sempre con me. Un concentrato di passione e creatività che cerco di respirare il più possibile. E mi porto a casa una fiducia ancora più forte nelle coincidenze inaspettate, che sono all’origine dello stupore.

 

Avrai scattato moltissime fotografie: ci mostri una cartolina del tuo Lucca Comics & Games?

Lo stand. La vita da stand, il porto di mare di ogni festival e fiera. (Tornate sopra! ndr)

Condividi questo articolo: