Ho un indovinello per te, fa così:
Se scrivo «io», tu leggi «io».
Ora dimmi, «io» chi è: me o te?
Rifletti bene. La parola l’ho scritta io. Tu, però, l’hai letta, forse a voce alta, magari in un luogo pubblico. Qualcuno si sarà voltato ad ascoltare e ora attende che tu concluda la frase, aspetta un racconto, forse una confessione.

Un professore e una classe di bambini di diverse provenienze. Una domanda, da dove vieni?, dalla quale ne partono moltissime altre. E insieme alle domande fioriscono le storie: come quella di Mircea che racconta della sua infanzia a Bucarest, o quella di Riccardino, che invece è cresciuto a Roma, proprio a pochi passi dalla scuola. E poi, c’è Amos che ha viaggiato per mare, ma in Italia non è mai arrivato. E il cinese Chang, che vorrebbe tanto chiamarsi Paolo, per passare inosservato… È a partire dalle tante voci di bambini, ma non solo, che Daniele Aristarco traccia una nuova geografia dell’Italia di oggi. Un racconto che ha dentro l’intensità della memoria e la luce del futuro, la delicatezza di una scrittura che ritrae animi e pensieri.
Questo libro, oggi più che mai indispensabile, è un vero e proprio passaporto per tutti. Pronti per il viaggio?

 

IO VENGO DA Corale di voci straniere, di Daniele Aristarco, Einaudi Ragazzi

Condividi questo articolo: