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Avete anche voi un posto del cuore dove rifugiarvi e un amico speciale con cui confidarvi e trascorrere la maggiorparte del vostro tempo? Io credo di sì…

 

Bertolt è il poeticissimo racconto dell’amicizia tra un bambino solitario e una quercia di cinquecento anni. Anche se da tutti è considerato un diverso, il bambino ama la sua solitudine, perché la sa popolare di magia, come solo l’immaginario dell’infanzia sa fare. E Bertolt, la grande quercia sulla collina è un amico perfetto: che sa proteggerti grazie al ricco fogliame che in primavera esplode e colora il cielo, che si fa casa e fortezza con i suoi rami possenti, che ti regala dalla sua cima la vista migliore sul mondo.

Il bambino si sente molto fortunato ad avere un amico così speciale e aspetta la primavera con ansia, per potersi riarrampicare e guardare la vita da lassù. Ma arriva una primavera in cui Bertolt rimane spoglio e lui non sa che fare, fa fatica a crederci. Perché quando muore un gatto o un uccellino, lo si capisce subito, ma quando succede a un albero, sembra che ti stia facendo uno scherzo… Allora, cosa bisogna fare? Il bambino solitario lo sa bene!

Immergetevi nelle delicate tavole di Goldstyn, che con tratto lieve e colori pastello apre una finestra sullo sguardo dell’infanzia capace di vestire di meraviglia anche le giornate tristi. Ne abbiamo bisogno, di questo sguardo, in questi giorni più che mai. E, vi avviso, Bertolt saprà anche commuovervi.

di Oriana

 

Bertolt, di Jaques Goldstyn (Lupoguido)

 

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