A volte c’è bisogno di un libro che ti ricordi che il coraggio non è solo una questione di circostanze, ma va nutrito e ascoltato, proprio come fa Kieran, il protagonista di Smart, un romanzo di qualche anno fa (2017), che ho amato moltissimo e a cui ho pensato proprio in questi giorni. Eccolo, di nuovo sul mio comodino.

La cornice della storia è un quartiere disastrato, in una cittadina del nord dell’Inghilterra, affondata nella nebbia e attraversata dal fiume. E su quel FIUME avviene un terribile omicidio, quello di un SENZATETTO. Un uomo invisibile ai più, ma importante per Kieran, ragazzino di 14 anni dal cuore grande e dallo sguardo attento ai particolari. E alle PAROLE. Dettagli di una quotidianità scandita dalla paura di un patrigno violento e dall’amore di una mamma piegata dal troppo lavoro e da un PASSATO doloroso. Dettagli appuntati con assidua precisione su un TACCUINO dal quale diventa inseparabile.

Mentre leggi Smart, romanzo d’esordio dell’autrice inglese Kim Slater, fai fatica a lasciare lo sguardo ingenuo e curioso del protagonista, Kieran, che da grande vuole fare il giornalista e che per questo ha sempre un taccuino con sé. Fogli bianchi su cui scrive quello che succede e che riempie con minuziosi disegni, dettagli di una quotidianità per nulla lineare. Ci si affeziona subito alle sue fragilità e ai suoi fantasmi, alla sua matita geniale e alla sua capacità di andare a fondo, al suo modo di guardare le cose e persino alla sua ingenua difficoltà nel capire esattamente le emozioni degli altri. Gli vuoi bene dalle prime righe. E vorresti aiutarlo, proteggerlo, confortarlo. Vorresti essergli accanto mentre attraversa la città per indagare, mentre scava nel suo passato e nel suo cuore, mentre disegna sul suo quaderno pezzi di vita, da comporre come un puzzle. Perché Kieran ti insegna che le parole, soprattutto certe parole, hanno un peso. Proprio come la sua promessa di scoprire chi ha ucciso Colin Kirk, che invece voleva fortemente vivere.

 

Smart, di Kim Slater, Il Castoro

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