Il progetto Ritratti, nato durante il periodo di chiusura forzata, non si è più fermato ed è diventato un bellissimo racconto collettivo, che pian piano cresce, si arricchisce e cambia persino forma, trasformandosi anche in mostra fotografica. L’esposizione sarà visitabile nei giorni del festival Un Ponte di storie, dall’1 al 4 ottobre a Ponte in Valtellina (SO), nella bellissima cornice della Storica Farmacia del paese, la farmacia Garlaschelli. Trovo che sia un luogo perfetto perché il racconto, e soprattutto il raccontarsi, è una medicina per l’anima. Vi aspetto numerosi!

 

Come è nata l’idea? Ritratti – Gli oggetti (ci) raccontano, il progetto di Spinginuvole realizzato in collaborazione col fotografo Marco De Scalzi, è nato come un invito ad accendere la luce dentro, nelle nostre case (e nei nostri occhi).

Lasciamo parlare gli spazi che hanno fatto parte di quelle giornate dal campo visivo ristretto,
ma dall’orizzonte immaginario infinito. E lasciamo che gli oggetti raccontino, che svelino qualcosa di noi,
della nostra memoria,
delle nostre abitudini o dei nostri sogni.

Perché tra i tanti oggetti che ci circondano ce n’è sicuramente uno che nelle giornate di chiusura forzata ha raccolto le nostre attenzioni e il nostro sguardo più di altri: la tazza del caffè sulla scrivania, il cd che è stato un po’ colonna sonora della quarantena, la penna che rigiriamo tra le dita, il quadro che è appeso di fronte a noi, il vaso in cui abbiamo coltivato un germoglio…

La Storica Farmacia Garlaschelli, cornice della mostra ‘Ritratti – Gli oggetti (ci) raccontano’

Ed è proprio dall’idea che questi oggetti possano ‘parlare’ che è partito questo progetto, oggi diventato condivisione di emozioni, sogni, speranze e paure: un grande racconto corale di un periodo delicatissimo. Un periodo che ha cambiato i ritmi, scardinato le abitudini e travolto il tempo e lo spazio.
Così, abbiamo incontrato virtualmente autori, illustratori, giornalisti, creativi, artisti e persone che con noi hanno in comune la passione per le storie, qualunque sia la loro forma. Abbiamo chiesto di identificare un oggetto che per loro era stato particolarmente significativo nelle settimane di chiusura forzata, di ritrarlo in uno scatto e di dargli la parola per farci raccontare una storia. La loro. E poiché gli oggetti sono un po’ il riflesso delle nostre vite, abbiamo pensato anche a un secondo ritratto, quello di tutte le persone che ci hanno aperto le loro porte: ritratti a distanza, in videochiamata, che Marco De Scalzi ha realizzato via Skype.

Fotografie che nella loro imperfezione (spesso la linea saltava o il w-ifi non era ottimale) sono diventate una sorta di diario di smorfie, sorrisi, occhi pieni di luce o sguardi dubbiosi, ma sempre pronti ad aprirsi e lasciarsi sorprendere.

E oggi i Ritratti sono raccolti in questa mostra fotografica, che ci auguriamo possa aprire nuovi orizzonti e far nascere nuove storie.

Il progetto, che era stato inizialmente pensato per chiudersi alla fine della quarantena, alla fine è rimasto aperto: le persone hanno ancora voglia di raccontarsi e gli oggetti rappresentano un bellissimo ponte tra la memoria di quelle settimane e le aspettative di cui ricopriamo il nostro domani.

 

Qui potete scaricare il catalogo che accompagnerà la mostra:

CATALOGO MOSTRA
Ritratti Gli oggetti (ci) raccontano

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