Lo ripeto spesso e ogni volta me ne meraviglio: le cose (che poi dentro questa parola ce ne sono molte altre: storie, persone, luoghi, visioni, pensieri, profumi, sapori, parole…) ti vengono incontro quando più ne hai bisogno. Credo che questo sia un bellissimo regalo che la vita ci fa e dobbiamo riconoscerlo, goderne e farne tesoro.

 

Ed eccomi a sfogliare un libro che, in un momento particolarmente delicato, mi ha aperto nuove finestre, mi ha fatto sorridere e riflettere insieme, mi ha messo addosso la voglia di cercare altre storie e altre vie. E anche di tornare sui passi di una storia che sta da molto tempo in un cassetto. E poi, questo libro prezioso, che si intitola Leggero Leggerò Guida impertinente alla lettura e all’amore per i libri (Interlinea) mi ha permesso di incontrare anche il suo autore, Antonio Ferrara. Conoscevo già Antonio attraverso le sue storie, che ho amato molto perché ogni volta mi hanno lasciato sulla pelle la sensazione di una carezza che cura i brividi che ti hanno appena scosso l’anima. Sì, perché le sue storie fanno proprio questo: ti scuotono l’anima e poi ti accarezzano, ti spalancano la verità e ti insegnano a vedere (e cogliere) la speranza. E sono storie che nelle mani dei ragazzi, aiutano a crescere, sentirsi meno soli, trovare il coraggio di agire. E quando arrivano nelle mani degli adulti, permettono di comprendere meglio i ragazzi e il loro mondo. Insomma, sono storie preziose e che, qualunque direzione prendano, in una parola, trasformano.
Ne ho fatta esperienza (e grande scorpacciata), in questi anni, di storie che ti entrano dentro e ti lasciano qualcosa, anche se sei adulto. E lo dico con profonda gratitudine verso chi quelle storie le scrive avendo a cuore prima di tutto loro, i ragazzi. Guardandoli dritto negli occhi, con un carico di responsabilità grandissimo. Ed è proprio questo il motivo per cui amo così tanto la letteratura per bambini e ragazzi: perché è costruita sul rispetto, è onesta ma non greve, spietata ma sempre con una mano tesa. Ti racconta che la vita può essere molto difficile, ma che la speranza è sempre lì, tra le righe (e nel nostro cuore).

E poi, Abracadabra, «leggere ci fa spiccare il volo verso ciò che ancora non esiste ma che forse, se ben raccontato, potrebbe prima o poi accadere». Lo leggiamo tra le pagine di Leggero Leggerò, che ormai campeggia da qualche settimana in cima alla torre di libri che ondeggia (anche un po’ pericolosamente) sul mio comodino. Dopo l’incontro di presentazione organizzato da Interlinea (il video è qui sotto!), mi ritrovo a tornare spesso tra le sue pagine, che come contenitori preziosi di spunti, idee e riflessioni, mi hanno lasciato delle parole-pulci con cui giocare, da rigirare tra le dite, da tenere strette in mano per poi ritrovarle al momento giusto. Parole su cui sostare un po’, in libertà e leggerezza. Parole che sanno regalare una nuova consapevolezza. Parole che sono anche pulci, perché arrivano a punzecchiarti quando meno te lo aspetti o, ancora meglio, quando proprio le stavi aspettando. A volte ti obbligano a porti delle domande, altre ti regalano le risposte che cercavi da tempo. Altre ancora, ti spalancano una nuova via.

Leggero leggerò è un vero e proprio inno alla lettura, un libro che parla a chi legge, a chi scrive e a chi ascolta, per ricordarci che in fondo tutti noi siamo fatti di storie. E proprio per questo in ogni storia che avremo il coraggio e la voglia di attraversare troveremo sempre qualcosa di noi stessi. Perché leggere un libro ci aiuterà a leggere noi e il mondo. Più di così…

ps: guardate bene il libro nella foto, ormai ha preso la forma delle mie mani!

 

 

 

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