Illustrazione esposta nella personale ‘In punta di Bic’

″La Bic è un’estensione del mio braccio ed è la tecnica che più mi appartiene, quella su cui voglio puntare per farmi conoscere”. Così Andrea Oberosler, giovane illustratore di Trento, mi parla della sua scelta di raccontarsi attraverso la più inconica delle penne. Tanto da dedicare a questa tecnica una personale imperdibile. Dove? Alla Galleria Fuoco e Colore di Canelli, in provincia di Asti, fino al 20 febbraio.

 

Andrea Oberosler

Quante volte ci siamo ritrovati a rigirare tra le dita una Bic? Tantissime, credo. Almeno io, che con questa penna a sfera, nel mio astuccio da quando ero bambina, riempio da sempre taccuini di appunti. Ma c’è chi con la Bic fa magie, riesce a giocare con le ombre, mostra le sfumature dell’anima e racconta emozioni che attraverso l’illustrazioni diventano universali. Se non ci credete, provate a sbirciare tra le opere di Andrea Oberosler, che ha scelto la Bic come strumento di espressione e modo per rendere la sua arte indelebile e nello stesso tempo accessibile a tutti.

Kintsugi

Sì, perché è questo che fa un buon artista: si racconta con generosità, incontrando lo sguardo del suo spettatore per sentirne il calore, confrontarsi e restituire una scintilla di vita; nelle sue opere ci si specchia, ognuno con il proprio vissuto e la propria sensibilità, ritrovando quella parte di noi che a volte non riusciamo bene a mettere a fuoco. Provate, ad esempio, a soffermarvi sull’opera Kintsugi (qui a destra) di Andrea e vi sembrerà immediatamente di sentire pulsare qualche ferita anche sulla vostra pelle. Vedendone immediatamente dopo la potenza riparatrice. Così è capitato a me: ho sentito esattamente quel senso di fragilità e insieme di forza che quelle giunture d’oro rappresentano per il mio vissuto.

Kinsugi fa parte di una serie di opere dl taglio un po’ surrealista che Andrea ha chiamato Melancholia. Nata in modo un po’ casuale, questa serie è un terreno sul quale Andrea sta sperimentando il processo creativo con grande libertà, dando vita ad esiti decisamente interessanti. “Il primo disegno l’ho realizzato durante il primo lockdown, in un periodo molto difficile per me. Disegnare era diventato fondamentale in quei giorni, perché rappresentava il mio modo per dare corpo alle emozioni. Anche quelle più dure da affrontare”.

Credo che in queste parole ci sia già molto del lavoro di Andrea. Ma non fermatevi qui e andate a scoprirlo alla Galleria Fuoco e Colore, immergendovi nella sua personale In punta di Bic. Accanto alla serie Melancholia troverete anche diverse illustrazioni tratte dai suoi libri e i disegni preparatori per il corto animato Il ragno stanco. Se siete aracnofobici, non preoccupatevi, potreste scoprire che, invece, i ragni vi piacciono moltissimo!

 

In punta di Bic,
di Andrea Oberosler
Galleria Fuoco e Colore
Corso Libertà 49, Canelli (AT)

Condividi questo articolo: